Strategie da Camusso: il voto invisibile

Domanda: come fa una importante organizzazione sindacale che consulta i lavoratori su un accordo impopolare ad occultare un risultato (prevedibilmente) sgradito? Risposta: con un referendum secretato. Ovvero disegnando un omissis, come nei documenti dei servizi segreti

Il voto per l’autorizzazione all’arresto di Papa si è concluso con 319 sì e 293 “potrei esserci io al suo posto”

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Su Papa e Tedesco la Lega si gioca tutto

Siamo arrivati alle fasi decisive del torneo di poker chiamato “Sedicesima legislatura”. La mano in corso potrebbe portare alla fine della partita, allo showdown

Cittadini, è il momento di candidarsi

Il mandato di arresto per Alfonso Papa , la fuga da se stesso di Saverio Romano , i continui ritardi ai tagli dei costi della politica (con tutti gli effetti comunicativi conseguenti e di strettissima attualità) pongono con forza ancora maggiore una serie di questioni, tutte sostanzialmente legate allo scollamento tra ‘Paese reale’ e ‘Palazzo’ .

Referendum, votare da fuori sede

E’ strano votare da fuori sede nel proprio luogo di origine, ma stavolta è così. Dovrei votare a Bologna però sono a Squinzano . L’unico modo per non perdere il referendum è diventarne promotore , ossia rappresentante di lista

“Io voto” – la diretta streaming dell’evento

Un quorum per non farsi trattare da idioti

Se si riuscisse a raggiungere il quorum nei referendum del 12 e 13 giugno si potrebbe dare un’altra bella batosta alla nostra classe dirigente: tutta, inclusa quella sinistra che non ha fatto nulla, fino ad ora, per promuoverli, spalancando invece le porte “alle privatizzazioni dell’acqua e lottizzato società di servizi in mezza Italia, pensiamo alle varie Hera (Emilia-Romagna) e Iren (Torino-Genova-Emilia occidentale)”, come ricorda Beppe Grillo sul suo blog . Tralasciando l’importanza di una vittoria dei Sì, già ampiamente dibattuta anche sulle pagine di questo giornale, è importante che si vada a votare per far capire bene ai cialtroni che pensano di poter decidere tutto per noi che non siamo un popolo né di pecore, né di bambini idioti, che preferiscono “andare al mare” piuttosto che interessarsi alle proprie sorti ed al proprio futuro (e poi al mare, sperando che ci sia bel tempo, ci si può benissimo andare anche dopo che ci si è recati a votare). Aver fatto di tutto per non accorpare referendum ed elezioni amministrative è stato uno scherzetto che, in un periodo di crisi economica come quello attuale, ci è già costato circa 350 milioni di euro

Miracoli a Milano (Pisapismi)

Milano, nell’avventura di questi giorni, rinnova il suo passato, ritrova la sua profonda natura lo stile, l’accordatura. (…città d’acqua, di navigli Notturni, di meraviglie Sentimentali, di amori Coraggiosi, di furori civili, di sangue e gigli…). ………

Casini: “Di dare indicazioni di voto non ce l’ha mica ordinato il dottore”. Ma il commercialista

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Ragazzi, alle elezioni votate i vostri coetanei

Qualche settimana fa su Vanity Fair la giornalista Barbara Palombelli tuonava contro la proposta di equiparare l’elettorato passivo e quello attivo : eliminare cioè quel bizantinismo che in Italia prevede che si possa votare a 18 anni per la Camera dei deputati, ma che i candidati deputati debbano avere almeno 25 anni, e che si aspetti di compierne 25 per votare per il Senato (dove invece per essere eleggibili bisogna avere almeno 40 anni). Il succo del discorso della Palombelli era che i ragazzi italiani a 18 anni sono ancora sui banchi di scuola, dipendono da mamma e papà, non sono maturi e quindi è già tanto che possano votare per uno dei rami del Parlamento, figuriamoci avere (in potenza) la possibilità di entrare a farne parte e rappresentare (1/630esimo) del popolo italiano.