I vescovi della “Chiesa che è in Italia” (così amano chiamarla piuttosto che “Chiesa italiana”), sono soliti prendere parola – legittimamente perché parte importante della comunità che è in Italia – tutte le volte che il Paese è chiamato ad affrontare emergenze di qualsiasi genere per rinnovare la volontà di partecipare alle gioie e ai dolori del popolo, e per collaborare con la classe dirigente di qualsiasi colore politico alla soluzione dei problemi del Paese. Sono soliti prendere parola, i vescovi, tutte le volte che giudicano contrari alla dottrina della Chiesa cattolica le leggi dello Stato, le attività legislative del Parlamento, i referendum popolari e i provvedimenti governativi. Non amano essere accusati di ingerenza perché proclamare e difendere la dottrina, la morale, le leggi e gli stessi interessi della Chiesa, fa parte della missione ad essa riconosciuta dal concordato stipulato tra Mussolini e la Santa Sede nel 1929
Monsignore Mariano Crociata, segretario generale della Cei “Le divinità accecano o rendono folli ‘coloro che vogliono perdere’”. E’ con un proverbio – pagano – che la Cei scarica il centrodestra milanese, a pochi giorni dai ballottaggi
E’ questione di giorni. La Lega è pronta ad accordarsi con Fli, portavoce anche per Udc e Api, per portare il paese a elezioni anticipate.