Tagliare la spesa e stop a tasse e tariffe che impoveriscono i redditi medio-bassi. A spiegarlo qualche giorno fa dalle colonne del Corriere della Sera è stato Giulio Tremonti , l’ex ministro dell’Economia del governo Berlusconi che nelle sue manovre ha molto agito sulla leva fiscale, colpendo i meno abbienti
Tagliare la spesa e stop a tasse e tariffe che impoveriscono i redditi medio-bassi.
Tagliare la spesa e stop a tasse e tariffe che impoveriscono i redditi medio-bassi. A spiegarlo qualche giorno fa dalle colonne del Corriere della Sera è stato Giulio Tremonti , l’ex ministro dell’Economia del governo Berlusconi che nelle sue manovre ha molto agito sulla leva fiscale, colpendo i meno abbienti.
Il premier Mario Monti La busta paga di marzo conterrà brutte sorprese per dipendenti e pensionati: il 27, infatti, l’assegno mensile sarà più leggero. La ‘colpa’ non è da addebitarsi ai continui aumenti dei prezzi (primo fra tutti quello della benzina), bensì allo sblocco delle addizionali regionali e comunali . A fare i conti in tasca a questo nuovo aumento del prelievo è il Caf-Cisl nazionale. I risultati tangibili sullo stipendio?
Il pozzo senza fondo dei giornali (08:00) I giornali sono destinati a scomparire.
L’ultima in ordine di tempo è la Ferretti group , passata alla società cinese Shandong Heavy Industry Group – Weichai . Solo il tempo di festeggiare il Capodanno (occidentale) del 2012 e il Dragone ha messo il sigillo su un gioiello dell’industria italiana, maggior produttore mondiale di yacht di lusso. Ferretti era incappata nei guai per l’eccesso di debiti accumulati in successivi passaggi di mano di fondi di private equity , e i cinesi hanno vinto la partita grazie all’accollo dell’indebitamento con un esborso complessivo di 374 milioni di euro – di cui 178 milioni in investimenti e 196 milioni per il finanziamento del debito del gruppo – per il 75% della società italiana. Il compratore è una società statale, dotata quindi di fondi pressoché illimitati, ma assolutamente estranea al mondo degli yacht.
L’ultima polemica, in ordine di tempo, l’aveva lanciata un paio di settimane or sono l’ex ministro Giulio Tremonti con un intervento, inutile negarlo, capace di lasciare il segno. L’Italia, aveva spiegato alla vigilia della pausa natalizia, avrà bisogno di una nuova manovra di correzione dei conti da approvare entro aprile per completare il percorso di risanamento contabile in linea con le esigenze imposte dall’Ue.
Speravamo che col governo dei banchieri, dei professori, dei bocconiani ci sarebbe stata perlomeno concessa una tregua . Speravamo che per un paio di anni gli uomini politici sarebbero scomparsi dalla scena e dalla nostra vista, che sarebbero emigrati, almeno per un po’, in Nuova Zelanda per andare a nascondersi sotto le pecore merinos, quelle dal pelo lunghissimo e impenetrabile. E invece non si può aprire la televisione al mattino, di pomeriggio, la sera, senza vederli ancora tutti lì , i Gasparri, i Cicchitto, i Romani, i Romano, i Bersani, le Finocchiaro, i Rutelli e persino gli Ignazio La Russa, a esibirsi, a pontificare, a scambiarsi le solite accuse con cui sono soliti autoassolversi a vicenda, come se nulla fosse successo, come se il “governo dei tecnici” (cui nessun altro Paese è ricorso) non segnasse il fallimento non di questo o di quello, ma di un’intera classe politica, di oggi e di ieri, diciamo degli ultimi trent’anni.
La memoria degli italiani è spettacolare. Delle Cinque Terre , di Genova, della Lunigiana dopo un paio di settimane è scomparso il ricordo.
“Una rapida e responsabile soluzioni”. E’ quanto si aspetta il presidente del Consiglio, Mario Monti , che segue “con attenzione l’evolversi della situazione di Finmeccanica”