“L’Italia è stata messa in sicurezza”, ma ora “bisogna fare in fretta”. E dunque sotto alla fase due. Tradotto: liberalizzazioni.
“ La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre .” Così il grande scrittore giapponese Yukio Mishima , nell’ imminenza di uccidersi. Un desiderio di eternità, prima di terminare in fretta quel che già fugge veloce. Marguerite Yourcenar , nel saggio Mishima o la visione del vuoto , scriverà che infondo sono solo due i modi di sopportare la tensione inconciliabile fra il vuoto e libertà : sentirsi liberi nella vita ignorando la morte, o liberarsi trovando nel buio l’assurdo coraggio del vivere
Non comprendo come i giornali e le televisioni, nei consueti e inutili dibattiti televisivi, non trattino, quale argomento fondamentale, l’idea perseguita e portata a termine dalla Germania e dall’Inghilterra di raggiungere con il Governo svizzero un accordo secondo il quale i capitali stranieri, ivi residenti, sono tassati al 20% .
Umberto Bossi assieme al capo dei leghisti ticinesi Giuliano Bignasca “Meglio i prati verdi della Svizzera che la palude romana”. Con queste parole Matteo Bianchi , giovane e intraprendente sindaco leghista di Morazzone (Varese), maroniano di ferro e vicinissimo all’associazione autonomista “ Terra Insubre ” (bandita nel 2010 da Umberto Bossi dal palco di Pontida), si è accodato alla proposta formulata nei giorni scorsi dal capo dei leghisti ticinesi, Giuliano Bignasca , che ha dichiarato di vedere con favore l’allargamento della Confederazione all’alta Lombardia, facendo della regione insubrica un unico grande cantone svizzero
Umberto Bossi assieme al capo dei leghisti ticinesi Giuliano Bignasca “Meglio i prati verdi della Svizzera che la palude romana”. Con queste parole Matteo Bianchi , giovane e intraprendente sindaco leghista di Morazzone (Varese), maroniano di ferro e vicinissimo all’associazione autonomista “ Terra Insubre ” (bandita nel 2010 da Umberto Bossi dal palco di Pontida), si è accodato alla proposta formulata nei giorni scorsi dal capo dei leghisti ticinesi, Giuliano Bignasca , che ha dichiarato di vedere con favore l’allargamento della Confederazione all’alta Lombardia, facendo della regione insubrica un unico grande cantone svizzero.
Umberto Bossi assieme al capo dei leghisti ticinesi Giuliano Bignasca “Meglio i prati verdi della Svizzera che la palude romana”.
Gli “stress test” sulle centrali atomiche europee, effettuati per volere della Commissione in seguito alla tragedia nucleare di Fukushima, risultano “incompleti, lacunosi ed approssimativi”. L’accusa parte da Greenpeace, dopo una verifica preliminare delle oltre 10mila pagine di prove e analisi effettuate in questi mesi sui reattori del vecchio continente. L’Ong mette in luce l’assenza di un piano di evacuazione per le città più vicine alle centrali, o come non siano state analizzate situazioni quali l’impatto di un aereo di grandi dimensioni su un impianto nucleare.
E se la soluzione del problema greco, almeno in parte, risiedesse in Svizzera? In particolare nei forzieri delle sue banche? Georges Papandreou , il premier, ha annunciato il discusso referendum sul piano di aiuti, approvato nella notte dal suo Governo
“Ragazzi, oggi non sto nella pelle. Vivo in Svizzera da oltre 10 anni, rimbalzato via dall’emigrazione. Però sono originario di L’Aquila, la città del terremoto.
Sabato 27 agosto oltre 1000 persone a Coira, Svizzera, hanno preso parte alla manifestazione appoggiata da diverse organizzazioni ecologiste “Nessun danno al clima dai Grigioni: centrali a carbone addio”, per protestare contro la prevista costruzione di due centrali elettriche a carbone , in Germania e in Italia. La manifestazione, che ho potuto seguire direttamente, promossa dall’associazione Zukunft Statt Kohle (“Futuro invece di carbone”), si è data l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione locale per bloccare gli investimenti di Repower, un’azienda elettrica con sede nel cantone svizzero. Al Governo grigionese, che controlla il 46 per cento della società, sono state rivolte dure critiche e gli oppositori hanno annunciato di voler presentare un’iniziativa che imponga al governo locale di assicurare che l’azienda elettrica non possa investire all’estero in nuove centrali a carbone