“Si evita scientificamente di andare sul terreno degli accertamenti interni allo Stato”. Parole durissime, contenute nella memoria depositata stamani dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi , difensori del boss del Brancaccio Francesco Tagliavia chiamato a rispondere sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 e sulle altre stragi di mafia del ’93 a Milano e a Roma. “Per un Tagliavia condannato (…) permarranno ambiti di ignoto notevolissimi, verso i quali non si sa perché, diciamo così, lo Stato non abbia mai voluto procedere – scrivono i difensori – e tali che allora la posizione di Tagliavia, basata unicamente su accuse provenienti da un pentito come Spatuzza, si può rivedere sotto tutt’altra luce”
“Si evita scientificamente di andare sul terreno degli accertamenti interni allo Stato”. Parole durissime, contenute nella memoria depositata stamani dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi , difensori del boss del Brancaccio Francesco Tagliavia chiamato a rispondere sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 e sulle altre stragi di mafia del ’93 a Milano e a Roma. “Per un Tagliavia condannato (…) permarranno ambiti di ignoto notevolissimi, verso i quali non si sa perché, diciamo così, lo Stato non abbia mai voluto procedere – scrivono i difensori – e tali che allora la posizione di Tagliavia, basata unicamente su accuse provenienti da un pentito come Spatuzza, si può rivedere sotto tutt’altra luce”
Il primo cablogramma è classificato come confidenziale e reca la data del 25 giugno 2003 mentre il secondo, “ segreto ”, è del 14 luglio dello stesso anno. Entrambi riportano la firma dell’ambasciatore americano a Roma Thomas Countryman e in essi si manifesta preoccupazione per “il ritorno in prima pagina della strage di Ustica ”. Ma soprattutto i due documenti diplomatici statunitensi, contenuti nel pacchetto diffuso in versione integrale da Wikileaks lo scorso 30 agosto, oltre al disastro del 27 giugno 1980 che costò la vita a 81 persone, citano anche un politico italiano, Carlo Giovanardi , ai tempi della XIV legislatura (dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006) ministro per i rapporti al parlamento.
“Di quel periodo ricordo chiaramente le urla di mia madre al telefono, è la cosa che mi è rimasta più impressa.
“Bello è il brutto, brutto è il bello: voliamo nell’aria sozza”. Cantavano così le streghe del Macbeth.
“ È il momento dell’intransigenza. È il momento di prendere sul serio i troppi ‘cattivi maestri’ di casa nostra
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