Eco festeggia a Bologna i suoi 80 anni (video) I ricordi delle serate con Guccini e Benigni

Era la fine degli anni Settanta, e Bologna viveva un’altra epoca. Era ancora la città simbolo di un’Italia fatta in casa, con la miseria del dopoguerra alle spalle, il Sessantotto passato e volato via, le aziende che macinavano utili, l’industria da bilanci col segno più e gli studenti che arrivavano da ogni regione per rifugiarsi tra i portici di una città un po’ chioccia e un po’ matrona. Bologna era di tutti

Faenza, è di nuovo strage di tortore. Un anno fa ne morirono 400

Tornano a morire le tortore a Faenza .

L’Italia manifesta contro il razzismoMilano, tensione tra migranti e polizia

Tantissime le persone che oggi sono scese in piazza a manifestare per ricordare Mor Diop e Samb Modou , i due ragazzi senegalesi uccisi martedì scorso da Gianluca Casseri (leggi) , in quella che sarà ricordata come la strage di Firenze. Nel capoluogo toscano, a partire dalle 15, ha preso il via il corteo anti-razzista al quale hanno partecipato oltre 12.000 cittadini di ogni etnia, sesso e classe sociale (leggi la cronaca e guarda il video di Firenze ) . Una lunga marcia silenziosa partita da piazza Dalmazia, luogo dove le due vittime son state raggiunte dai proiettili del Casseri, e conclusasi in piazza Santa Maria Novella.

Strage di Firenze, domani il corteo In piazza attese oltre ottomila persone

Firenze anti razzista, solidale.

Ustica, interrogazione al parlamento europeo: “Servono risposte urgenti”

La strage di Ustica del 27 giugno 1980 che fece 81 vittime sarà oggetto di un’ interrogazione urgente prima in consiglio e poi in commissione Europea. Lo ha annunciato l’eurodeputato Salvatore Caronna che, insieme ai colleghi Sergio Cofferati e David Sassoli , ha convocato un incontro a Bruxelles per sollecitare risposte da quelle nazioni che, finora, hanno quasi del tutto ignorato le rogatorie italiane

La strage di via D’Amelio con gli occhi dell’assassino

Questa foto che vedete al centro della pagina non è stata allegata agli atti dei processi per la strage di via D’Amelio.

Vajont, un genocidio italiano

Il nome è quasi dimenticato: Vajont . Cosa accadde lo sanno in pochi, più facile sentir parlare del crollo di una diga, anche se in realtà la diga è lì, nascosta tra le montagne, e domina ancora oggi Erto , Casso e Longarone , i paesi che quella sera del 9 ottobre 1963, alle 22.53, vennero spazzati via dall’urto di un’onda alta settanta metri.

Stragi di mafia, gli avvocati di Tagliavia “Non si è indagato sui rapporti con lo Stato”

“Si evita scientificamente di andare sul terreno degli accertamenti interni allo Stato”. Parole durissime, contenute nella memoria depositata stamani dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi , difensori del boss del Brancaccio Francesco Tagliavia chiamato a rispondere sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 e sulle altre stragi di mafia del ’93 a Milano e a Roma.

Stragi di mafia, gli avvocati di Tagliavia “Non si è indagato sui rapporti con lo Stato”

“Si evita scientificamente di andare sul terreno degli accertamenti interni allo Stato”. Parole durissime, contenute nella memoria depositata stamani dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi , difensori del boss del Brancaccio Francesco Tagliavia chiamato a rispondere sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 e sulle altre stragi di mafia del ’93 a Milano e a Roma. “Per un Tagliavia condannato (…) permarranno ambiti di ignoto notevolissimi, verso i quali non si sa perché, diciamo così, lo Stato non abbia mai voluto procedere – scrivono i difensori – e tali che allora la posizione di Tagliavia, basata unicamente su accuse provenienti da un pentito come Spatuzza, si può rivedere sotto tutt’altra luce”

Stragi di mafia, gli avvocati di Tagliavia “Non si è indagato sui rapporti con lo Stato”

“Si evita scientificamente di andare sul terreno degli accertamenti interni allo Stato”. Parole durissime, contenute nella memoria depositata stamani dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi , difensori del boss del Brancaccio Francesco Tagliavia chiamato a rispondere sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 e sulle altre stragi di mafia del ’93 a Milano e a Roma. “Per un Tagliavia condannato (…) permarranno ambiti di ignoto notevolissimi, verso i quali non si sa perché, diciamo così, lo Stato non abbia mai voluto procedere – scrivono i difensori – e tali che allora la posizione di Tagliavia, basata unicamente su accuse provenienti da un pentito come Spatuzza, si può rivedere sotto tutt’altra luce”