“Non ci chiedono solo di essere d’accordo, ma anche di essere complici”. Sceglie il termine complici, come si trattasse di un reato il leader di Syriza Alexis Tsipras , dopo l’incontro al Megaro Proedrikò con il presidente della Repubblica Karolos Papoulias e i capi di Nea Dimokratia e Pasok, Samaras e Venizelos . In particolare con quest’ultimo pare ci sia stato più di un momento di tensione, con l’energico capo dei socialisti che avrebbe lasciato il vertice addirittura sbattendo la porta
Almeno 40mila persone ha aderito alla manifestazione organizzata oggi a Roma dalla Federazione della Sinistra. Un corteo che sta attraverso le strade del centro contro il governo Monti e le politiche dell’Unione Europea.
Bersani, ma quando mai sei stato a sinistra? Su Grillo : “Basta con questi populismi che fan finta di partire da sinistra e poi come sempre nella Storia d’Italia ti spuntano a destra!”
Da “meno tasse per tutti” (ad Arcore), a “più tasse per pochi” (in Francia). E così, per la gauche, la sinistra francese, è giunta l’ora della “ Melanchonie ”, che non è – come potrebbe sembrare – il sentimento della malinconia e del rimpianto, ma quello del dubbio per il destino di un nome, quello di Jean Luc Mélenchon, che in queste ore è diventato una incognita decisiva nella politica francese. Personaggio non privo di sorprese, Jean Luc, con sette vite nello zaino : ex trotzkista, ex mitterrandiano, poi critico del secondo mitterrandismo, attuale leader della sinistra radicale.
Con le dimissioni di Umberto Bossi da segretario della Lega finisce un’epoca. E una speranza .
Voglio dire che domani, parteciperò alla manifestazione di Roma della Cgil-Fiom in difesa del lavoro e dei diritti di chi lavora. Lo farò perché ritengo che si tratti della questione più importante per chi ha votato e vota a sinistra e sa che il lavoro è il senso e il cuore di qualunque cosa si voglia definire sinistra. Da deputato Pd dovrò confrontarmi con un fatto difficile da capire e difficile da spiegare.
La sentenza sul processo Mills (la cui formula, “prosciolto per prescrizione”, è di per sé poco chiara: è colpevole, innocente, non è possibile stabilirlo o è inutile farlo?) ha diviso l’Italia in due fazioni, come troppo spesso accade. Questo è un problema e lo è perché sarebbe accaduto in ogni caso. Se Berlusconi fosse stato dichiarato colpevole, i berlusconiani avrebbero parlato di sentenza già scritta, tutti gli altri avrebbero detto che finalmente era stata fatta giustizia. Oggi, a prescindere dal dispositivo e dalle motivazioni della sentenza (le conosceremo tra 90 giorni) il Paese è diviso tra chi ritiene che oggi la magistratura politica ha perso per l’ennesima volta e chi pensa, invece, che Berlusconi ha nuovamente aggirato la legge.
La sentenza sul processo Mills (la cui formula, “prosciolto per prescrizione”, è di per sé poco chiara: è colpevole, innocente, non è possibile stabilirlo o è inutile farlo?) ha diviso l’Italia in due fazioni, come troppo spesso accade. Questo è un problema e lo è perché sarebbe accaduto in ogni caso. Se Berlusconi fosse stato dichiarato colpevole, i berlusconiani avrebbero parlato di sentenza già scritta, tutti gli altri avrebbero detto che finalmente era stata fatta giustizia.
La discussione sulla legge elettorale deve partire dalla drammatica perdita di fiducia nelle istituzioni. Metà del popolo italiano non ritiene utile andare a votare e il prestigio dei partiti è sotto zero.
Martedì scorso sono andata a sentire il discorso / conferenza stampa di Ed Miliband , leader del Labour Party e dell’opposizione. Sono tempi duri per Ed Miliband, attualmente sotto il fuoco incrociato della sinistra e della destra del partito, il quale sta tentando di definire l’identità del Labour Party del 2012.