Avete mai provato ad iscriversi alle graduatorie nazionali italiane per diventare insegnanti? Beh, si tratta di una procedura burocratica contorta che si avvita tra ermetici siti ministeriali ed enigmatici moduli da compilare. Ma questo non è nulla rispetto ai tempi d’attesa che deve affrontare il candidato prima di sapere se potrà avere una supplenza per i mesi successivi
Tempo di pagelle a scuola. E di nuovo, torna il tormentone dell’anno: “Il dieci nel primo quadrimestre non si dà” . Non ho mai ben compreso questa filosofia, ma anche quest’anno mi son trovato a “discutere” per poter applicare il Dpr 122/09 dove si stabiliva il ritorno all’uso dei numeri specificando che la valutazione degli alunni era in decimi, non in noni o ottavi.
Supplenti scelti direttamente dalle scuole, senza graduatorie. A questo mira il disegno di legge targato Roberto Formigoni che va in discussione al consiglio regionale della Lombardia.
Della Concordia hanno parlato tutti. Persino i bambini più piccoli ai quali insegno. Proprio loro mi hanno ricordato l’importanza di una parola: responsabilità
Mentre scrivo arrivano ghiaccio e freddo sul Centro Nord e dilaga, o almeno si spande, la prassi di chiudere le scuole , in genere su disposizione del Sindaco. Non è una questione solo italiana, ma forse da noi capita più di frequente che le si chiuda per pochi centimetri di neve o per qualche esondazione minore. Vorrei mettere in discussione questa prassi, anche se rischio di dimenticare qualche aspetto del problema che sicuramente i lettori faranno notare.
La laurea ha un valore o è un semplice pezzo di carta? Un dilemma che Mario Monti vorrebbe risolvere drasticamente: togliere alla laurea qualsiasi valore legale . Un obiettivo che all’ultimo consiglio dei ministri ha raggiunto parzialmente, rinviando la soluzione del problema a una consultazione pubblica che verrà lanciata al più presto
Supera quota 300 mila il numero degli iscritti alle graduatorie ad esaurimento, vale a dire i precari della scuola che aspirano a buon diritto a un posto fisso. Ai 270 mila già inseriti in questo elenco, vanno aggiunti, infatti, grazie a un emendamento appena varato in parlamento al decreto cosiddetto “mille proroghe”, altri 23 mila abilitati attraverso i canali, delle Siss, Cobaslid e nei Conservatori tra il 2008 e il 2011, che il duo Gelmini-Tremonti aveva esclusi.
“Maestro perché usciamo?”. Stamattina poco dopo le 9,06, ora della scossa di terremoto , ho deciso io di far uscire la mia classe. Nessun allarme
Martone dice che servono “nuovi messaggi culturali”.
Ennesimo colpo di scena sul fronte di una delle consuete storie all’italiana. Condita, peraltro, da un nuovo ingrediente: l’incertezza del diritto che – anche a seguito della disattenzione ostentata dal precedente governo su sentenze del Tar e persino del Consiglio di Stato – rende particolarmente incerta la vita di chi si trova ad incappare con la contraddittorietà del nostro sistema.