Ogni volta che si vedono turbe nelle strade di un paese islamico, in Occidente scatta il riflesso condizionato acquisito nel 1979 quando in Iran prese il potere Khomeini. L’opinione pubblica occidentale va in fibrillazione perché l’opposizione, talora violenta, ai despoti e ai cleptocrati mediorientali, ha connotati marcatamente religiosi, il che, dopo l’isteria sugli scontri di civiltà, giustifica qualche brivido lungo la schiena. In Algeria, in Palestina, in Egitto, in Siria, in Giordania, nel Bahrain ecc.
Il Cairo – Al Cairo le violenze continuano. E la sensazione è che, almeno a sassate, i manifestanti anti-Mubarak siano più forti
Chi è costui?
Il Cairo – Quando cala il buio e le urla dei manifestanti anti-governativi si calmano, fanno la loro comparsa le “ronde notturne”. Quartieri della capitale completamente bloccati da cittadini armati.
Nel centro del Cairo sono in corso incidenti tra polizia e manifestanti. Sono 25.000 i manifestanti per gli organizzatori, 15.000 secondo fonti dei servizi di sicurezza. Nella centrale piazza Taharir, accanto al Museo Egizio, la polizia ha sparato lacrimogeni e ha usato gli idranti, mentre i dimostranti rispondono lanciando sassi.