È uscita in questi giorni per i tipi di Bompiani una nuova edizione di Furore di John Steinbeck .
“Il malcontento rischia di lasciare definitivamente il campo libero alla rivolta”, mi disse a Sana’a un amico yemenita , nel luglio del 2005.
Se ieri al Cie (Centro di identificazione ed esplusione) di Bologna è stato il giorno della rivolta, oggi è quello dello sciopero della fame . A rifiutare il cibo sono le donne nigeriane rinchiuse qui perché trovate senza permesso di soggiorno e scopo di questa seconda giornata di proteste è chiedere la scarcerazione della detenuta arrestata nel tardo pomeriggio, al termine dei disordini iniziati verso mezzogiorno.
È iniziata intorno a mezzogiorno e ancora intorno alle 17, nel Cie (Centro di identificazione e di espulsione) di Bologna, la protesta continuava . Dopo la metà del pomeriggio, infatti, 4 auto della polizia, una camionetta del reparto mobile con agenti in tenuta antisommossa e un mezzo dei vigili del fuoco sono entrati nella struttura di via Mattei.
Più di tutto è un imbarbarimento : imbarbarimento di linguaggio, imbarbarimento di analisi, imbarbarimento di disponibilità di parole. Ogni notizia, ogni fatto, ogni opinione diventa una rincorsa al comunicato stampa e alla personale classificazione. Vista da dentro (anche dal punto di vista letterario) l’arte (minuscola) della politica (minuscola) è come giocare a bandiera : tutti più o meno in linea (anche se c’è sempre il furbo che bara di mezza scarpa) per arrivare prima a incellofanare il proprio comunicato stampa.
“La Siria non fermerà la sua lotta ai gruppi terroristici armati che uccidono i civili e le forze di sicurezza e destabilizzano il Paese”. E’ questo il messaggio che il presidente siriano Bashar al-Assad ha rivolto oggi al ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu nel corso del loro incontro a Damasco. Un ‘impegno’, riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Sana, che secondo Assad è fondamentale proseguire “al fine di proteggere la stabilità della nazione e di garantire la sicurezza dei suoi cittadini”
Negozi sventrati e macchine bruciate. Nel teatro di guerra della City, da quattro giorni sotto attacco da centinaia di teppisti che devastano i quartieri delle periferie, sono centinaia i volontari che stanno ripulendo la città. Il sindaco Boris Johnson li ha già definiti “lo spirito di Londra”
Negozi sventrati e macchine bruciate. Nel teatro di guerra della City, da quattro giorni sotto attacco da centinaia di teppisti che devastano i quartieri delle periferie, sono centinaia i volontari che stanno ripulendo la città.
L’Italia è sull’orlo di una rivolta popolare. Dobbiamo decidere se accettare lo scontro nelle piazze oppure scegliere la via pacifica. Vogliono far pagare la crisi a quelli che soldi non ne hanno
Scontri tra la polizia e i manifestanti che protestano di fronte il Parlamento ad Atene oggi paralizzata, come il resto della Grecia, da un nuovo, il terzo dall’inizio dell’anno, sciopero generale contro le nuove misure di austerity.