La metafora dell’auto che percorre un’autostrada e si ritrova improvvisamente su un percorso accidentato è utile per comprendere quanto accade oggi nelle economie occidentali.
Mentre aspettiamo con il fiato sospeso di vedere come finisce a Fukushima, all’angoscia di ogni persona ragionevole si aggiunge una pena accessoria: dover sopportare la cieca arroganza dei predicatori del nucleare . Ci dicono di tacere, di tenere a freno l’ottusa emotività che è tipica degli ignoranti. Che solo chi ha una laurea in Fisica o in Ingegneria nucleare avrebbe diritto di parola.