Lo spot sul sito italiano della compagnia aerea irlandese low cost Una foto raffigura la coppia Umberto Bossi e Silvio Berlusconi alla Camera. In uno dei momenti migliori della loro storia: quando un premier affranto si batte una mano sulla fronte e trova al suo fianco il fedele alleato, che gli indirizza uno sguardo preoccupato ma premuroso al tempo stesso. E’ l’immagine scelta dalla compagnia aerea irlandese Ryanair che così, nel suo sito italiano, pubblicizza le nuove offerte
Nel fermento generato dalle nuove tecnologie, si parla poco di un fenomeno appena nato e che potrebbe diventare pervasivo: la pubblicità nei libri . Una cosa inimmaginabile nel mondo di carta potrebbe divenire “normale” con la transizione verso gli ebook
Ci sono due uomini. Potrebbero avere tra i trenta e i quarant’anni. Si tengono per mano
“Siamo aperti a tutte le famiglie” , recita l’ headline dell’ultima campagna Ikea per l’apertura di un nuovo centro commerciale a Catania.
Deo gratias , si torna a parlare di pubblicità . Di quella buona
Il famigerato gigantesco cartellone pubblicitario con la signorina che mostra ammiccante il lato B è stato rimosso.
Campeggiano all’uscita dei supermercati, davanti alle scuole elementari e medie e in bella mostra alle porte della città, a fianco dei cartelli di benvenuto.
Con un provvedimento pubblicato nei giorni scorsi, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata, il 26 agosto 2009, nei confronti di Google allo scopo di accertare se quest’ultimo avesse abusato della propria posizione dominante nel mercato della raccolta di pubblicità in danno degli editori, così come ipotizzato dalla Fieg – la Federazione italiana editori di giornali – nella segnalazione all’origine del procedimento ed ha “assolto” Big G. Due le principali contestazioni , a suo tempo, indirizzate dall’Autorità a Google: (a) aver imposto agli editori di scegliere se lasciare indicizzare i propri contenuti all’interno del servizio Google News o rinunciare alla loro indicizzazione anche attraverso il motore di ricerca e (b) non aver garantito sufficiente trasparenza in relazione alla revenue-sharing riconosciuta agli editori partecipanti al network Adsense n.d.r. il circuito pubblicitario gestito da Google che consente la pubblicazione di banner sui siti degli editori