Marlane Marzotto, morti bianche dimenticate

Ieri si è tenuta l’udienza relativa al caso della Marlane Marzotto , lo stabilimento tessile di Praia a Mare (Cosenza) al centro di una vicenda giudiziaria per le presunte responsabilità dell’azienda in oltre 50 morti e altrettanti casi di tumori. I decessi e le malattie sarebbero stati causati, secondo l’accusa, dalle ammine aromatiche dei coloranti e dall’amianto sprigionato dai freni dei telai che i lavoratori respiravano senza alcuna protezione. Una storia che, dopo 15 anni di indagini, stenta a trovare visibilità mediatica, nonostante le numerose testimonianze degli operai, i dati statistici che rivelano all’interno della fabbrica un’incidenza di tumori significativamente superiore rispetto al dato regionale ( 4% contro 0,003% secondo una perizia tecnica del 2008) e l’accusa, oltre a quella di omicidio colposo, di disastro ambientale , per i rifiuti tossici rinvenuti da un’unità del Nucleo Operativo Ecologico nell’area circostante lo stabilimento

Ego nos absolvo

L’altra sera al Tg1 una minzolina bionda presentata come “nostra inviata” nel senso che la paghiamo noi, interrogava severamente il procuratore di Napoli, Lepore , come se fosse lui l’imputato. Il tono era quello del “come si permette di convocare il premier?”

Intercettazioni Fassino-Consorte, il gip “Nastri illegali, Berlusconi a processo”

Il 16 dicembre scorso i pm di Milano avevano avanzato una richiesta di archiviazione per il premier nell’ambito dell’inchiesta per la fuga di notizie legata all’indagine su Unipol e alla famosa intercettazione Fassino-Consorte in cui l’allora segretario dei ds chiedeva: “Allora abbiamo una banca?”. Oggi il gip Stefania Donadeo ha respinto quella richiesta disponendo il giudizio per il Cavaliere che così si troverà alla sbarra assieme al fratello Paolo imputato in quanto editore de Il Giornale , il quotidiano che pubblicò quella stessa intercettazione.

Baciato dalla fortuna arriva nei cinema. Ecco il discusso film sui vigili urbani di Parma

Alla faccia del buonsenso: a vincere, ancora una volta, sembrano essere le (solite) motivazioni economiche .

DSK e il senso nuovo della parola giustizia

Dominique Strauss-Kahn è stato assolto e torna libero.

Strauss-Kahn, uomo oltre ogni ragionevole dubbio

Senza colpi di scena imprevedibili, a breve, Dominique Strauss-Kahn , ex direttore del Fondo Monetario internazionale, accusato di stupro da Nafissatou Diallo , una cameriera del Sofitel di Manhattan, sarà un uomo libero. L’ufficio del procuratore distrettuale Cyrus Vance, con una lettera di 25 pagine, ha, infatti, informato il giudice che dovrà decidere oggi sul caso, che le accuse contro Dsk sono cadute e non ci sono, dunque, i margini per un processo

Egitto, seconda udienza per MubarakAncora scontri fuori dal tribunale

Il giudice Ahmed Rifaat Il presidente del Tribunale del Cairo, Ahmed Refaat , ha dichiarato aperta la seconda udienza del processo contro l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak , accusato della morte di almeno 800 manifestanti durante le proteste che hanno portato alla sua caduta lo scorso 11 febbraio. L’ex rais che è imputato anche di corruzione insieme ai suoi due figli Gamal e Alaa e ad altri gerarchi, è arrivato in aula in barella,  come aveva già fatto il 3 agosto in occasione della prima udienza ( Leggi la cronaca ) .

Ucraina, ex premier Timoshenko in carcereE’ accusata di abuso di potere

Da eroina della rivoluzione arancione filo occidentale a martire di un processo “politico”: è la parabola della ex premier, e ora leader dell’opposizione, Iulia Timoshenko , arrestata oggi in aula nel processo che la vede imputata di abuso di potere per il controverso contratto delle forniture di gas russo. Il tribunale ha accolto la richiesta dell’accusa, dopo averne respinta una analoga nei giorni scorsi, di incarcerare l’ex lady di ferro per il suo atteggiamento ostruzionistico verso il dibattimento e irriverente verso corte e testimoni. Ritardi in aula, cambi di avvocati, ripetute ricusazioni, mancato rispetto per i giudici (non si alzava in piedi), che le erano già costate una doppia espulsione.

Il processo che Mubarak voleva evitare Un successo delle pressioni di piazza

Un viso per nulla contrito. Il solito sguardo duro, quello di chi è stato abituato per decenni a controllare con i poteri di un autocrate un intero paese. Il più importante paese del mondo arabo

Beha, tutti a Pechino armi e bagagli

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