Landini e Airaudo della Fiom Fuori la tensione, dentro lo strappo della Fiom . Giornata movimentata all’Unione industriali di Torino , dove si è tenuto l’incontro tra Fiat e sindacati sul nuovo contratto che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe ricalcare quello sottoscritto per Pomigliano. La questione contrattuale, però, in mattinata è passata in secondo piano di fronte al rischio incidenti.
Al via i negoziati per i nuovi contratti. Ed è subito scontro tra Fiat e Fiom. Stamattina all’Unione industriali di Torino la sigla della Cgil ha abbandonato la trattativa lasciando un solo rappresentante come osservatore
L'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne Riduzione delle pause, refezione posticipata a fine turno, aumento “unilaterale” degli straordinari, blocco alle retribuzioni sulle malattie “sospette”. Sono alcuni dei punti chiave dell’accordo Fiat-sindacati firmato a Pomigliano il 29 dicembre del 2010 che, si ipotizza, potrebbe essere esteso, di fatto, a tutti i lavoratori della casa torinese. L’annullamento, a partire dall’inizio del 2012 , delle intese sindacali raggiunte dall’azienda con le controparti rappresenta infatti la condizione base per la realizzazione di un nuovo contratto unico valevole per tutti gli impianti e distinto, a questo punto, dall’attuale contratto nazionale del settore metalmeccanico
Notizie sempre più incerte per gli operai emiliano-romagnoli del gruppo Fiat. A cominciare dalla produzione della nuova Maserati quattro porte, che potrebbe essere assemblata a Grugliasco invece che a Modena , con tutte le ricadute occupazioni che ne deriveranno. Ma non basta.
Gli operai della Ferrari si fermano al pit stop , scioperano e ora attendono una risposta dall’azienda guidata da Luca Cordero di Montezemolo . Niente straordinari e otto ore di astensione dal lavoro a partire da lunedì prossimo.
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“La mossa fatta dal ministro Maurizio Sacconi con l’articolo 8 è importantissima” e “ha risolto tantissimi problemi”. Così l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, conversando con i giornalisti al Salone dell’auto di Francoforte ha commentato la norma sui contratti aziendali, tanto osteggiata dai sindacati, che ridarà “certezze, non solo alla Fiat ma a tutti quelli che vogliono investire in Italia”. “Abbiamo la certezza di poter gestire” gli stabilimenti, “che era la cosa importante per la Fiat.
Ogni volta che la Fiat viene contraddetta o dal voto con eccessivo dissenso, secondo lei, di Pomigliano e di Mirafiori, o da un sindacato rappresentativo come la Fiom-Cgil, o dai rari commentatori economici (si legga Mucchetti e pochi altri che pongono dubbi e chiedono chiarimenti sul piano fabbrica Italia), o dai rari i dissensi dei politici, o ancora dalla sentenza di un tribunale, reagisce minacciando di non realizzare o di bloccare gli investimenti per il nostro Paese, magari, come questa volta, non dicendolo direttamente ma facendo trapelare indiscrezioni attraverso giornali e giornalisti “vicini” o ancor meglio attraverso il sindacato aziendale Fismic assente nelle assemblee con i lavoratori e le lavoratrici ma presente nei comunicati stampa e nelle indiscrezioni aziendali. Io non credo che dobbiamo considerare normale questo comportamento da parte di un’impresa privata, anche se si chiama Fiat, anche se questa si sta internazionalizzando.
Dopo la sentenza del Tribunale di Torino di sabato scorso , la Fiom è “pronta a sostenere tutti i lavoratori di Pomigliano che vogliono difendere i loro diritti, aprendo cause individuali” contro la Fiat. Riparte da qui, come annuncia il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini , l’inziativa Fiom dopo la pronuncia del tribunale di Torino sull’accordo separato di Pomigliano. “Nei prossimi giorni valuteremo il da farsi.
Dopo la sentenza del Tribunale di Torino di sabato scorso , la Fiom è “pronta a sostenere tutti i lavoratori di Pomigliano che vogliono difendere i loro diritti, aprendo cause individuali” contro la Fiat. Riparte da qui, come annuncia il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini , l’inziativa Fiom dopo la pronuncia del tribunale di Torino sull’accordo separato di Pomigliano. “Nei prossimi giorni valuteremo il da farsi