Travolti dall’immanente esegesi del pensiero “telefonico” berlusconiano, rischiamo di dimenticare che siamo un paese e un continente in perenne stato di guerra . Truppe dispiegate ad est e a sud del mondo europeo, per una ripetizione all’infinito dell’ossimoro “missione militare per riportare la pace”.
“A Vittorio Arrigoni: Faccio quello che devo, mi sento vero, perciò io vivo. Credo a quello che vedo e per vedere ciò che temevo, mi mossi presto da quel mio nido.
La guerra è il contrario della pace e il pacifismo è una variante surrettizia delle seconda.
I moti popolari che si sono registrati nel mondo arabo negli ultimi mesi costituiscono un dato qualitativo nuovo, soprattutto per la presenza massiccia di donne e giovani , le vere avanguardie di questa vera e propria rivoluzione.