Un indennizzo che potrebbe toccare i 49mila euro e che potrebbe essere comunque un deterrente al “licenziamento facile”. E’ l’analisi della centro studi della Cgia di Mestre dopo una simulazione sulle ipotesi di riforma dell’articolo 18 proposte dal governo che prevedono che il magistrato possa decidere un indennizzo tra le 15 e le 27 mensilità ai dipendenti licenziati illegittimamente. La simulazione effettuata dall’associazione degli artigiani e delle piccole imprese veneta parte dal caso ipotetico di due operai metalmeccanici con 10 anni di anzianità
“Ce li mangeremo vivi. Venga questa crisi, bussi, le sarà aperto, non aspettiamo altro. Se necessario butteremo giù il portone
“Ce li mangeremo vivi. Venga questa crisi, bussi, le sarà aperto, non aspettiamo altro. Se necessario butteremo giù il portone.
L’uomo col pullover, quel Marchionne lì che ce lo invidiano tutti, guadagna seimilaquattrocento volte il salario di un operaio . Il signor Valletta, che era il Marchionne dei bei tempi andati, guadagnava trentasei volte il salario di un operaio (l’ho sentito dire in televisione, La 7)
Lavoro domenicale? No grazie.
“Oggi nell’hinterland milanese un gruppo di operai licenziati ha manifestato simbolicamente andando in un supermercato, riempiendo i carrelli e pretendendo di non pagare la spesa. Ecco, credo che da questa protesta in realtà possa nascere una discussione reale. Se un operaio è stato lincenziato e se appartiene ad una famiglia monoreddito (il suo, che non ha nemmeno più) deve pretendere che la spesa sul serio non paghi, e non solo per protesta.
Tutto era pronto a partire per lo spettacolo di Falstaff , al teatro Farnese di Parma . Il pubblico si era già accomodato in platea, la campanella era già suonata, l’orchestra si era già seduta. Ma il vero spettacolo, per i primi dieci minuti, l’hanno fatto i lavoratori del Teatro Regio di Parma : in 50 sono saliti sul palco, hanno appeso uno striscione e hanno letto un comunicato di protesta per la loro condizione lavorativa
“Noi senza Magli non ci stiamo”.
“Noi senza Magli non ci stiamo”. Appare chiaro e limpido lo slogan dei lavoratori dello storico calzaturificio bolognese Bruno Magli che, ormai da più di un mese, stanno lottando contro la chiusura dello stabilimento di via Larga .
Gli operai della Ferrari si fermano al pit stop , scioperano e ora attendono una risposta dall’azienda guidata da Luca Cordero di Montezemolo . Niente straordinari e otto ore di astensione dal lavoro a partire da lunedì prossimo.