Strage nella capitale dello Yemen a Sanaa, dove un kamikaze si è fatto esplodere tra i soldati di un battaglione impegnato in una parata. Il bilancio provvisorio è di 50 morti e decine di feriti, ma una fonte militare ha riferito che “il bilancio delle vittime potrebbe aumentare”. La parata si teneva per celebrare il 22esimo anniversario dell’anniversario dell’unificazione del Paese. Il kamikaze, secondo i racconti dei testimoni, portava un’uniforme militare e si è fatto esplodere tra i soldati durante le prove per la parata in programma per domani.
Tra il primo e il secondo tempo della mattanza libica del 2011, tra i crimini commessi da Gheddafi a Bengasi e quelli commessi dal Consiglio nazionale di transizione (Cnt) a Sirte, tra i massacri commessi dai lealisti a Misurata e la cacciata di massa dei Tawargha da parte degli insorti, rischiano di rimanere in secondo piano i crimini commessi dalle forze Nato nel corso dell’intervento militare in Libia. Un numero “piccolo” rispetto al computo dei morti della guerra in Libia, ma non per questo meno importante: da un dato minimo di 55 vittime civili fornito da Amnesty International a marzo alle almeno 72 secondo il rapporto diffuso da Human Rights Watch il 14 maggio. Le due organizzazioni per i diritti umani concordano su tre questioni, drammatiche e importanti: tutte le vittime erano completamente estranee ai combattimenti e sono state uccise all’interno delle loro abitazioni; più della metà delle vittime erano donne e bambini; la Nato, per quanto abbia cercato di ridurre al minimo le “perdite collaterali”, finora non ha indagato né si è assunta la responsabilità di ammettere le proprie colpe e risarcire i parenti delle persone decedute negli attacchi aerei.
Aleksandar Vucic, vicepresidente del Partito del progresso serbo (Sns, conservatore) ha proclamato Tomislav Nikolic vincitore del ballottaggio presidenziale in Serbia. “Abbiamo vinto
Occupy Frankfurt? Bè, insomma, mica facile. Con 5 mila poliziotti che da tre giorni presidiano il centro della capitale finanziaria d’Europ a e qualche chilometro di transenne per isolare i cosiddetti obiettivi sensibili, a cominciare dalla sede della Bce , diventa un’impresa complicata far sentire le ragioni della protesta contro il potere delle banche.
“Rimettere in piedi” la Francia ma anche “aprire una nuova via in Europa”, unendo crescita e rigore. Appena proclamato settimo presidente della Quinta Repubblica francese , Francois Hollande ha voluto consegnare “un messaggio di fiducia” ai francesi e non solo, come da lui stesso precisato nel discorso di insediamento all’Eliseo
Sono la novità politica del momento.
Il partito greco Chrysi Avghì ( Alba Dorata ) chiarisce ogni dubbio sulle sue simpatie neonaziste. Nikos Michaloliakos , il leader del partito entrato in parlamento con 21 seggi alle elezioni del 6 maggio scorso raccogliendo quasi il 7 per cento di preferenze , ha nuovamente negato l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento nazisti.
“Non ci chiedono solo di essere d’accordo, ma anche di essere complici”. Sceglie il termine complici, come si trattasse di un reato il leader di Syriza Alexis Tsipras , dopo l’incontro al Megaro Proedrikò con il presidente della Repubblica Karolos Papoulias e i capi di Nea Dimokratia e Pasok, Samaras e Venizelos . In particolare con quest’ultimo pare ci sia stato più di un momento di tensione, con l’energico capo dei socialisti che avrebbe lasciato il vertice addirittura sbattendo la porta
200 mila persone fermate e perquisite a New York City nei primi tre mesi del 2012 (il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). Almeno il 50% dei “fermati” è afro-americano.
C’è aria di tempesta nelle acque attorno alle Scarborough , o Huangyan come le chiamano i cinesi. Il gruppo di isole contese nel Mar Cinese Meridionale è diventato nell’ultimo mese il maggior punto di frizione tra Pechino e Manila.