Il mobbing è brutto ed è un’esperienza che qualsiasi lavoratore vorrebbe non vivere mai sulla propria pelle. Ma c’è un’ulteriore ‘beffa’ che vede protagonisti i militari: a loro non viene riconosciuto, e quando accade, si finisce con l’essere riformati e perdere il lavoro.
Egitto, scontri in piazza Tahrir Il governo egiziano ha presentato ufficialmente le sue dimissioni al Consiglio supremo delle Forze armate. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera.
Due carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e un imprenditore a processo per concussione e rivelazione di segreto d’ufficio. L’accusa, condotta dai pm Morena Plazzi e Massimiliano Serpi, contesta inoltre l’esistenza di un legame d’affari illeciti tra i carabinieri e l’imprenditore, con l’intenzione di costituire una società di consulenza ambientale. Un processo iniziato il primo ottobre dello scorso anno e approdato dal Tribunale di Ferrara a quello di Bologna, davanti al collegio presieduto da Rita Zaccariello .
Quattro nostri soldati, 4 paracadutisti, impegnati in Afghanistan sono rimasti feriti dall’esplosione di un ordigno rudimentale a Bala Balouk, cittadina nella provincia di Farah.
Venerdì scorso i vertici militari turchi si sono dimessi in massa.
“No a ritiri unilaterali”. Con queste parole il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha ribadito la sua contrarietà alle posizioni della Lega che ieri aveva chiesto il ritiro dei nostri contingenti dalla Libia e dall’Afghanistan. “Together out or together in”, ha sottolineato il Colle per ribadire come decisioni di questa portata vadano prese di concerto con le cancellerie alleate e soprattutto con le Nazioni Unite .
Il ministro per la SemplificazioneLegislativa Roberto Calderoli ha inviato, a quanto apprende l’ANSA, una lettera a palazzo Chigi nella quale sottolinea l’assoluta inopportunità di esaminare fuori sacco domani in cdm il decreto legge sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero senza che prima vi sia stato un chiarimento politico con la certificazione del numero di contingenti nelle missioni.
Ogni tanto, nei meandri dei corridoi romani, il senatùr ci prova a indossare lo smoking. Memorabile quando si autoproclama mediatore delle tensioni interne al governo
Ogni volta che si vedono turbe nelle strade di un paese islamico, in Occidente scatta il riflesso condizionato acquisito nel 1979 quando in Iran prese il potere Khomeini. L’opinione pubblica occidentale va in fibrillazione perché l’opposizione, talora violenta, ai despoti e ai cleptocrati mediorientali, ha connotati marcatamente religiosi, il che, dopo l’isteria sugli scontri di civiltà, giustifica qualche brivido lungo la schiena. In Algeria, in Palestina, in Egitto, in Siria, in Giordania, nel Bahrain ecc.