L'avvocato-deputato del Pdl Maurizio Paniz Questa volta gliela perdoneranno malvolentieri i bellunesi a Maurizio Paniz . Forse non pensava neanche lui, diplomatico per atteggiamento, ma non per carattere, che la denuncia potesse arrivare alla chiusura del sito internet vajont.info , il muro del pianto costruito nel ricordo di un genocidio senza precedenti. Quello chiamato Vajont, appunto.
Il governo berlusconiano al crepuscolo continua a calpestare la memoria delle vittime del nazifascismo . Rischia infatti di essere cancellato il progetto ‘Un treno per Auschwitz ‘, che da sette anni parte da Carpi a fine gennaio in concomitanza con la Giornata della Memoria. La causa, stando alla risposta del viceministro dei Trasporti Aurelio Misiti ad un’interrogazione del Pd, sarebbe la minore disponibilità di treni dovuta all’entrata in vigore del nuovo orario e alla dismissione di convogli obsoleti: “Ferrovie dello Stato ha pensato che si è reso necessario ridimensionare i programmi che, considerato il carattere di straordinarietà, non hanno impatti sulla mobilità della clientela abituale, come quelli relativi ai treni charter utilizzati, tra l’altro, per il progetto in argomento”. La notizia segue quella del taglio operato da un altro Ministero, quella della Cultura di Giancarlo Galan, di 50mila euro di contributo annuale per il parco della pace di Sant’Anna di Stazzema , il paese della Versilia dove il 12 agosto del 1944 i nazifascisti compirono una delle stragi più efferate della Seconda guerra mondiale (link al pezzo).’Un treno per Aushwitz’ è organizzato con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica per non dimenticare i luoghi simbolo dell’Olocausto.
Nelle pagine dei giornali di un mese fa ricorreva il racconto delle celebrazioni dell’ anniversario dell’11 settembre : le testimonianze dei sopravvissuti e i ricordi dei politici, accompagnati da immagini di oggetti trovati a Ground Zero e del Wtc fissato sul negativo della pellicola nel momento in cui un aereo attraversava la seconda torre. Infine, a ricordare i diversi attacchi, mappe stilizzate che recavano i tre punti in cui si erano abbattuti gli aerei: New York, poi il Pentagono e infine un bosco in Pennsylvania. Qui, a pochi chilometri dalla cittadina di Shanksville, si trova un memoriale provvisorio edificato sul luogo in cui il volo United Airlines 93 si è abbattuto al suolo, tra un campo e il bosco. Le vicende relative alla sua forma finale sono meno note, ma simili a quelle già poste dal 9/11 Memorial di New York, a dimostrazione del fatto che l’arte assume più facilmente una dimensione pubblica – ovvero viene discussa – quando è legata alla rappresentazione della storia.
Il 9 maggio 1978 Peppino Impastato viene ucciso in un casolare in contrada Feudo a Cinisi. Oggi quel casolare (luogo di memoria e di passaggio per tanti attivisti antimafia di tutta Italia) è diventato una discarica . Il fratello di Peppino, Giovanni , parla senza mezzi termini: “E’ davvero uno scandalo che il casolare dove fu ucciso Peppino sia ormai trasformato in una discarica
GIORNATA DELLA MEMORIA, 9 maggio 2011 Milano, Palazzo di Giustizia Edmondo Bruti Liberati, Procuratore della Repubblica Prendo Ia parola, nel giorno della memoria di Giorgio Ambrosoli, Emilio Alessandrini e Guido Galli, nella qualità di Procuratore della Repubblica di Milano. E’ questa la Procura che ha indagato e indaga sui grandi crack bancari (dalla Banca di Sindona al Banco Ambrosiano fino ai casi piu recenti), su bancarotte e reati societari, sui terrorismo interne e internazionale, sulle organizzazioni volte a sovvertire l’ordinamento democratico, sulla criminalità organizzata e mafiosa, sulla tutela dell’ambiente, sugli infortuni sul lavoro, sugli abusi sessuali nei confronti dei minori, sulle truffe agli anziani, sui furti, sui reati informatici ed anche, doverosamente, sulla corruzione e sugli abusi di coloro che esercitano pubbliche funzioni. Giorgio Ambrosoli, avvocato, è andato incontro, consapevolmente, al rischio della vita per aver voluto affermare che le regole valgono anche per le grandi frodi e non solo per le piccole, nonostante protezioni “dall’alto” e correlativi inviti alia “prudenza”. Una lezione molto attuale
Dedicare la piazza ora intitolata a sette fratelli che aderirono al fascismo ai due magistrati simbolo della lotta alla mafia.
“Ma c’eravate? Ma c’eravate?” chiedeva il ministro della Difesa ai parlamentari riuniti in seduta alla Camera un paio di giorni fa, “Io non so se avete questa capacità di conoscere dei fatti a cui non avete partecipato”. Lui sì che aveva partecipato: le aveva viste poco prima, con i suoi occhi, in piazza Montecitorio, quelle “persone, appositamente convenute c on un chiaro intento intimidatorio, offensivo e violento” .