Ivan, operaio allo stabilimento Fiat di Melfi Ivan lavora allo stabilimento Fiat di Melfi da 15 anni. Rientrato dopo un infortunio è stato relegato in un box per otto ore al giorno. Quando ha chiesto spiegazioni e una postazione dove poter lavorare, è stato affrontato da un suo superiore: “Tu hai una particolare attenzione da parte mia, te lo dico adesso, il capo dell’officina sono io.
Rifiuti pericolosi, dati d’inquinamento celati per anni, funzionari accusati. La vicenda dell’inceneritore “ Fenice ”, sito all’interno dell’area industriale di San Nicola di Melf i in Basilicata, è un esempio dell’alto prezzo (in termini ambientali) dello sviluppo al Sud e del rischio che le popolazioni si assumono in cambio di possibilità occupazionali e per favorire gli investimenti delle multinazionali.
Quel licenziamento non fu antisindacale: il Tribunale di Melfi ha accettato, poco fa, il ricorso presentato dalla Sata contro il reintegro dei tre operai licenziati un anno fa nello stabilimento lucano della Fiat. La decisione del Giudice, Amerigo Palma , è arrivata al termine dell’ultima udienza che si è celebrata questa mattina a porte chiuse