“Siamo sanitari ma non trattateci come cessi”.
A leggere i giornali viene da chiedersi se sia nata una nuova specializzazione medica , quella del medico-criminale. Non si tratta, come si potrebbe pensare, di uno specialista che si occupa dei problemi di salute di chi infrange la legge (che tra l’altro avrebbe una carriera assicurata in Italia) ma di un medico che si perfeziona nello sfruttare la sua posizione di potere e nell’approfittare sistematicamente delle debolezze dei pazienti e delle storture del nostro sistema sanitario. La dinamica del crimine è grossomodo sempre la stessa e dunque ben collaudata : qualcuno sfrutta un legame stretto con una struttura pubblica spesso malfunzionante per dirottare pazienti in lussuose cliniche private dove i costi relativi alle prestazioni vengono gonfiati, se non del tutto inventati
Operata senza essere sottoposta a esami preparatori. Risultato: non potrà più camminare. Vittima: una bambina di undici.
Una pulizia dei denti a 29 euro . Una visita ginecologica o un’ecografia super scontata.
Non ce l’hanno fatta Lucia e Rebecca, le gemelline siamesi unite per il torace e l’addome nate con unico cuore e un fegato fuso a fine giugno al policlinico S. Orsola di Bologna .
Non si sa se è colpa delle trame dell’odiato “nano veneziano” o dello stato confusionale dovuto alla caduta, ma è un fatto che Umberto Bossi e la Lega ieri sono usciti dal villone di Arcore dopo aver messo la loro firma proprio sotto quel sostanziale aumento dell’età pensionabile che avevano escluso in lungo e in largo durante i loro coloriti comizi agostani.
Chi lo ha visto da vicino dice che avesse le lacrime agli occhi.
Alle 20 del 26 giugno Vasco Rossi annuncia ai microfoni del Tg1 : “ Mi dimetto da rockstar ”. Quasi un mese dopo, quasi alla stessa ora, ai microfoni dell’ Ansa la sua portavoce Tania Sachs fa sapere che il mito di diverse generazioni è ricoverato per una frattura. Per quanto non ci sia nulla al di fuori di una costola rotta, tutto lascia pensare ai fan che la star del rock abbia bisogno di accertamenti di altro genere
Un inedito Luca Medici si racconta a ‘Vanity Fair’.
La corte di appello di Bologna si è pronunciata alle 15: le condanne per l’uccisione di Federico Aldrovandi sono state confermate. 3 anni e mezzo a tutti e quattro i poliziotti condannati in primo grado. C’erano tutti, oggi, nell’aula della corte d’appello di Bologna intitolata a Vittorio Occorsio , il magistrato ucciso nel 1976 da estremisti neri.