“Francamente non li capisco. Accusano tutti Grillo di quello che loro rappresentano
Clicca qui per vedere il video incorporato. Prima puntata della videostory dedicata alle gesta di Berlusconi, dagli anni ’80 fino ai giorni nostri
I bancali sono carichi di merce. Da tutto il mondo ogni genere di prodotti arriva fino a Pioltello, la cittadina a est di Milano dove Esselunga ha uno dei suoi centri di smistamento
Roberto Cotachiño ha preso coraggio. Dopo un mutismo durato due anni ha favellato: ” Grillo non si faccia più vedere in Val di Susa invece di surriscaldare gli animi e far danni .” Lo considero un invito.
Io ho come eroi i valsusini, quelli del Pdl hanno Mangano. ” Massimo Giorgetti , assessore regionale e coordinatore cittadino del Pdl dopo i fatti in Val di Susa chiede che non siano più concessi spazi pubblici a Beppe Grillo. “Plaudo all’iniziativa del presidente della Provincia Miozzi”, afferma Giorgetti, “che è andato a far visita a questore, comandanti dei carabinieri e della guardia di finanza per portare la solidarietà per la gravissima aggressione subita”.
La Carlucci ha ragione. La Storia va aggiornata. L’aiuto a portarsi avanti con le correzioni: “Andreotti è stato prescritto per rapporti con la mafia (non è stato assolto), Craxi era un latitante, (non un rifugiato all’estero), Mangano era un mafioso (non un eroe)
“ Saremo a Potenza perché non accettiamo il silenzio sulle cupole, chi sa deve parlare, anche la Chiesa e i suoi fedeli… “, così con la chiarezza e con la passione di sempre Don Luigi Ciotti , fondatore e anima del gruppo Abele, ha presentato la giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie che concluderà oggi a Potenza . Il riferimento ai silenzi della Chiesa è relativo proprio al caso di Elisa Claps , ritrovata morta dentro una chiesa, un mistero ancora oggi circondato da ipocrisie, depistaggi, collusioni di ogni natura, volontà di oscurare tutto e tutti, come se Elisa e i suoi familiari fossero solo un brutto incubo da scacciare dai sogni di chi sa e ha deciso di tacere. L’incontro di Potenza, come tutte le iniziative di Libera , è servito anche ad onorare la memoria di chi non c’è più, di chi è stato ammazzato per aver fatto solo il proprio dovere: magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, amministratori e politici onesti, donne e uomini che avevano deciso di servire o di collaborare con lo stato e per questo sono stati eliminati, perché rappresentavano un ostacolo sulla strada di chi, per vivere e per guadagnare, ha bisogno del buio, delle complicità, delle connivenze, della indifferenza collettiva.