Dei bandi pubblici truccati nella “Puglia migliore”

Ho ricevuto oggi questa lettera di E.P., giovane intellettuale pugliese, il cui racconto delle disavventure nella giungla proto-mafiosa delle istituzioni pugliesi squarcia senza pietà il velo della retorica dilagante sulla “Puglia migliore”. Altri commenti sono superflui. “Di bandi pubblici truccati nel campo delle questioni di genere e pari opportunità in Puglia ne ho visti parecchi, almeno tanti quanti quelli a cui ho partecipato: tra Bari e Lecce di certo una decina dal mio sciagurato rientro in questa regione nel 2008

Serve una protesta di massa, subito

L’Italia vive una delle crisi più gravi dalla caduta del fascismo : siamo a un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura senza una guida all’altezza del momento, nel mezzo di una tempesta finanziaria mondiale, con l’Europa e gli stessi Stati Uniti, sotto il tiro della speculazione sui titoli del debito pubblico ed il rischio concreto di un crack economico di proporzioni gigantesche e dalle conseguenze inimmaginabili. Mentre accade tutto ciò, il capo del governo italiano è alle prese con le diverse inchieste che lo coinvolgono, con le notizie di pubblico dominio da mesi, ormai da anni, sulle sue cattive abitudini e sul corollario di corruzione a tutti i livelli che coinvolge lui, gli uomini del suo partito, con terribili collusioni del mondo economico e delle istituzioni.

Marconi, cervello in fuga di un secolo fa

Il vizio tutto italiano di sottovalutare i ricercatori e di perdere importantissimi brevetti per colpa di miopi burocrati non è solo un problema degli ultimi anni. Anche  Guglielmo Marconi dovette subire la stessa sorte, oltre un secolo fa. Dopo aver manifestato una precocissima attitudine all’elettromagnetismo e alle telecomunicazioni, nel 1895, a soli 21 anni, Marconi si recò al Ministero delle Poste e dei Telegrafi per presentare una sua invenzione,  “il telegrafo senza fili” , e chiedere relativi finanziamenti. Con una decisione entrata nella storia delle cantonate più colossali del mondo, l’allora Ministro Pietro Lacava liquidò la richiesta senza pensarci, auspicando addirittura il manicomio per chi l’aveva formulata

Debito e crisi: pagano sempre i soliti

Riassunto della puntata precedente : la Commissione europea, vale a dire il mio datore di lavoro, propone – nell’ambito del tetto di bilancio Ue fino al 2020 – drastici tagli alle spese amministrative. Tra questi, la base di negoziato prevede: La riduzione del 5% del personale delle istituzioni Ue (il personale della Commissione è già congelato – crescita zero – dal 2012); L’aumento delle ore di lavoro settimanali in modo da compensare la riduzione di personale (perché il carico di lavoro, lui, aumenta!); L’aumento dell’età pensionabile a 65 anni, con incentivi per restare fino a 67, e modifica della base di calcolo (ovviamente in ribasso); L’eliminazione progressiva dei funzionari della categoria “assistenti”, vale a dire segretari/e e simili. Tutto buono e giusto.

Napule’è… un esempio per l’Italia

Sono passate cinque settimane dal mio arrivo a Napoli .

Corone di Stato per una strage di Stato

Siamo ormai a pochi giorni dal diciannovesimo anniversario della strage di Via D’Amelio , dall’assassinio di Paolo Borsellino , degli uomini – qualcuno di loro era poco più che un ragazzo – e dell’unica donna che facevano parte della sua scorta. La prima donna, agente di polizia, ad essere uccisa in un agguato di mafia. Non voglio però chiamarli soltanto con questo nome, “agenti di scorta” .

Brambilla, il Ministero sono io

“ La costituzione del Ministero del Turismo rappresenta per me e per tutti i nostri associati un risultato davvero storico, che corona con successo una battaglia che ho condotto con decisione da oltre dieci anni” . E’ il commento di Bernabò Bocca , vicepresidente di Confcommercio e Presidente di Federalberghi e di Confturismo alla notizia del varo da parte del Consiglio dei ministri del dicastero del Turismo, istituito l’8 maggio 2009

Papà Englaro disturba la domenica delle Palme?

Reduce dalle rigeneranti Giornate della Laicità di Reggio Emilia (15-17 aprile), mi chiedo se sia più doveroso lodare la dedizione dei volontari che hanno organizzato in maniera impeccabile la miriade di eventi quotidiani disseminati sul territorio provinciale reggiano, testimonianza di un serbatoio d’ impegno disinteressato (un tempo si diceva “di base”) che l’imperante politica-reality tende sistematicatamente a oscurare, o dare conto dell’altissima partecipazione di pubblico a incontri impegnativi che nulla concedevano agli ormai abituali effettacci rissosi, quale confortante conferma della crescente domanda di momenti riflessivi dopo l’overdose di tifo da stadio, sbracato e ululante, a cui da troppo tempo si è ridotta la video-discussione.Una riscoperta in controtendenza di quella civiltà democratica, declinata in impegno e partecipazione, che troppi modernisti un tanto al chilo, in spudorata malafede, si dilettano a stroncare come “anacronistica”. Certo, le antiche e mai cancellate tradizioni civili del luogo, carico di ricordi preziosi (a partire dall’avere dato i natali – il 7 gennaio 1797 – al tricolore simbolo di quello Stato Nazionale di cui ora l’intera Italia sta celebrando così malamente i 150 anni), giocavano a favore della buona riuscita dell’iniziativa.