L'allenatore del Milan Massimiliano Allegri Da una parte il Milan, la squadra di proprietà dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dall’altra, SportMediaset , la testata sportiva della tv che è controllata dalla Fininvest, la holding di casa Berlusconi
Si sentono abbandonati dalla Regione , dalla Provincia , dal Comune .
Tavolo della pace, tutto da rifare. L’incontro, voluto fortemente da Gianni Petrucci , numero uno del Coni , per tentare di sistemare i guai del calcio di casa nostra, si è risolto in un nulla di fatto.
Tutto è partito da qui, da una dichiarazione che il presidente Andrea Agnelli ha rilasciato nel corso di una conferenza stampa convocata in tutta fretta nel quartier generale della Juve per fare chiarezza sulle ragioni che hanno spinto la società bianconera a rivolgersi alla giustizia ordinaria, vedi Tar del Lazio. Agnelli rilancia e propone una via d’uscita che faccia comodo a tutti: “Chiedo a Petrucci e a Gnudi , neoministro di Sport e Turismo, di fare un passo avanti e di aprire un tavolo politico dove far confluire tutti gli elementi emersi dal 2006 al 2011 e concentrare i nostri sforzi per dare un futuro migliore allo sport e al calcio di alto livello, una delle dieci industrie principali del nostro paese. Ci sono tanti argomenti da discutere: leggi sugli impianti sportivi, riforma dei codici di giustizia sportiva, Legge Melandri
Si conclude con un comunicato di una decina di righe la lunga avventura della Signora nelle aule della giustizia sportiva. Ieri sera il Tnas, il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, ha dichiarato la propria “incompetenza” in merito al ricorso presentato dalla Juventus per la mancata riassegnazione dello scudetto 2006
Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli Dalle parole ai fatti.
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Un’impresa, di quelle che ti sogni la notte. Una faticaccia che a 72 anni ti toglie dalla bocca i dubbi, prima della gioia: “Non so se continuo, ho fatto quasi mille panchine e non vorrei esagerare. E poi c’è lo stress da serie B”