Tibet chiama. Italia risponde.

Un giovane tibetano si è dato fuoco per protesta contro l’occupazione del suo Paese. Si chiamava Lampel Yeshi, si è ucciso a Nuova Delhi, in India, dove è atteso il presidente cinese Hu Jintao. Lo stesso che ha promesso a Rigor Montis investimenti in Italia.

Tibet chiama. Italia risponde.

Un giovane tibetano si è dato fuoco per protesta contro l’occupazione del suo Paese.

Bosusco, l’ostaggio dei maoisti dell’Orissa: “Sto bene, amo l’India e voglio restare qui”

“Sebbene la situazione non sia piacevole queste persone sono molto gentili, mi trattano bene”. A parlare è Paolo Bosusco , l’italiano ancora in mano ai sequestratori maoisti in Orissa, in India, dov’è stato rapito due settimane fa.

Passaparola – L’OGM distrugge il Pianeta – Vandana Shiva

L’OGM distrugge il Pianeta (6:40) Avete tutta la mia solidarietà, perché i problemi che devono essere affrontati dai giovani e dai meno giovani, dalle donne e dagli uomini in Italia sono forse di diversa entità rispetto a quelli che deve affrontare la mia gente, in India, ma scaturiscono dalle stesse radici: un sistema ingiusto e non sostenibile che dobbiamo cambiare, insieme. Mi unisco a voi, in questo nuovo movimento, per rendere pace alla terra – e possiamo farlo, perché il potere appartiene alla gente. Vandana Shiva Il Passaparola di Vandana Shiva , attivista e ambientalista indiana Saccheggio planetario ( espandi | comprimi ) Quelli che stanno saccheggiando le risorse del pianeta sono due corporazioni

Italiani rapiti in India, stasera l’ultimatum. 13 richieste dai ribelli maoisti per la liberazione

Mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum per la liberazione di  Paolo Bosusco e Claudio Colangelo , i due turisti italiani rapiti in India mercoledì scorso da gruppi combattenti maoisti. I ribelli infatti hanno spostato il termine a questa sera per l’accettazione delle 13 richieste per il rilascio dei due italiani

Marò arrestati: scontro sull’immunità. E Monti telefona al premier indiano

Il premier indiano Manmohan Singh E’ intervenuto direttamente Mario Monti per cercare di sbrogliare la matassa legata al caso dei due marò italiani arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori asiatici. Il capo del governo, infatti, ha avuto un colloquio telefonico con il premier indiano Manmohan Singh per chiedere notizie sulla condizione di detenzione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone . Nel frattempo, però, si accentua lo scontro tra le due diplomazie sull’immunità da concedere o meno ai due fucilieri del Battaglione San Marco.

India, i dati sulla scatola nera della Enrica Lexie non sono stati salvati

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani in stato di fermo in India Mentre il giudice della corte di  Kollam ha ammesso, come “testimoni silenziosi”, esperti italiani alla perizia balistica sulle armi dei due marò in stato di fermo in India, la loro vicenda sembra complicarsi ancora.

India, Napolitano: “Pieno appoggio e sostegno ai due marò italiani”

Un “cordialissimo saluto, il pieno appoggio e sostegno” sono stati comunicati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai due militari italiani trattenuti in stato di fermo giudiziario a Kochi, in India, per tramite del ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata . Terzi infatti, in giornata, si è recato in India dove ha incontrato i due fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e ha cercato di fare chiarezza sul caso internazionale scoppiato tra il nostro paese e New Delhi

Indagati anche a Roma i marò accusati dell’omicidio di due pescatori indiani

I militari Massimiliano La Torre e Salvatore Girone sono stati iscritti sul registro degli indagati dalla procura di Roma per omicidio volontario, per la vicenda della morte di due pescatori indiani raggiunti da colpi d’arma da fuoco partiti dalla petroliera Enrica Leixe, dove si trovavano i due marò. L’iscrizione è stata decisa dal procuratore reggente Giancarlo Capaldo che in questi giorni ha fatto il punto della situazione assieme ai titolari dell’inchiesta, i pm Francesco Scavo ed Elisabetta Ceniccola

I marò e la sindrome americana dell’impunità

Le circostanze della vicenda dei due militari del battaglione San Marco , imbarcati sul mercantile Enrica Lexie battente bandiera italiana, che incrociava al largo delle coste indiane, in acque internazionali, che sono accusati di aver sparato su un peschereccio, il St. Antony, uccidendo due pescatori locali, disarmati, scambiati per pirati, sono ancora tutte da chiarire. Per l’intanto appaiono però sorprendenti due dichiarazioni della Farnesina