Le ultime, numerose iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle carceri ci hanno indotto a svolgere una breve analisi sull’argomento e, fra le molte statistiche disponibili sulla situazione degli istituti penitenziari del nostro Paese, ne abbiamo scelte alcune da sottoporre all’attenzione dei lettori, corredandole di confronti con gli altri Stati europei, per proporre qualche riflessione. Le carceri italiane ospitano un numero davvero consistente di imputati, rappresentato da una quota considerevole di detenuti in attesa di giudizio definitivo, pari, nel 2010, al 42,4% del totale dei carcerati e che ha raggiunto punte elevatissime, oltre il 50%, tra il 2006 e il 2008 (tabella 1).
Le ultime, numerose iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle carceri ci hanno indotto a svolgere una breve analisi sull’argomento e, fra le molte statistiche disponibili sulla situazione degli istituti penitenziari del nostro Paese, ne abbiamo scelte alcune da sottoporre all’attenzione dei lettori, corredandole di confronti con gli altri Stati europei, per proporre qualche riflessione.
Diritti. Chiedono diritti le migliaia di manifestanti che oggi, dietro a sigle più o meno conosciute, sfileranno per le vie di Roma
Diritti. Chiedono diritti le migliaia di manifestanti che oggi, dietro a sigle più o meno conosciute, sfileranno per le vie di Roma
“La vicenda paradossale che hanno vissuto i miei due assistiti è la stessa raccontata da Emanuele Crialese nel suo film Terraferma ”. Con queste parole l’avvocato Leonardo Marino commenta soddisfatto la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che ha finalmente dato ragione a due marinai tunisini arrestati l’8 agosto 2007 con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Reato che, durante il processo di primo grado, si è trasformato in “resistenza a pubblico ufficiale” e “violenza a nave da guerra”
Alzano Lombardo (Bergamo) rappresenta un esempio di mancata integrazione fra la popolazione italiana e quella straniera. A parlare così non è un esponente di qualche comitato antirazzista, ma la diplomazia statunitense . In un cablogramma indirizzato a Washington e pubblicato da Wikileaks , il consolato Usa di Milano ha messo sotto la sua lente d’ingrandimento le politiche dell’amministrazione a guida Pdl-Lega del paese della val Seriana (14mila abitanti con poco più del 10 per cento di stranieri).
Prima il voto in commissione a Palazzo Madama, poi di corsa in taxi verso l’aeroporto di Fiumicino. Angela Maraventano, senatrice della Lega Nord e vicesindaco di Lampedusa, ha fretta di tornare sull’isola
Che fare a Lampedusa ? Le immagini del film Terraferma in programmazione nelle sale – la generosità che scatta tra le persone, il vecchio codice del mare dell’ospitalità – vengono aggiornate e contraddette dalla rivolta dei tunisini reclusi e dagli scontri seguenti .
Un disastro annunciato, prevedibile e quindi evitabile. E’ pressoché unanime il commento all’ incendio doloso che ha devastato il centro per immigrati di Contrada Imbriacola a Lampedusa dove erano trattenuti circa 1200 migranti. Le fiamme sono state appiccate in due distinti punti della struttura da un gruppo di tunisini esasperati dalla durata della loro permanenza: un alloggio vicino all’entrata e un padiglione sul fondo del centro
“Il centro è interamente devastato, tutto bruciato, non esiste più e non può più ospitare un solo immigrato. Lampedusa non ha più un posto. E’ ora che il governo intervenga dopo tanto immobilismo.