Un soldato italiano è rimasto ferito e due guardie afghane sono state uccise in un attacco kamikaze nei pressi di Herat contro una compagnia privata di logistica che assiste le truppe occidentali nell’area. Il militare italiano, il cui ferimento è stato confermato del ministero della Difesa, si stava allontanando a piedi dall’area in cui è avvenuto l’attacco, tra l’aeroporto e il quartiere generale dell’Isaf. Due uomini armati si sono fatti esplodere all’ingresso della sede della compagnia, ha spiegato Noor Khan Nekzad , portavoce della polizia della regione, “e altri tre hanno fatto irruzione nell’edificio”.
Ancora un attacco ai militari italiani in Afghanistan, dopo un luglio di fuoco costato la vita a tre paracadutisti. Questa volta però nell’esplosione che ha investito il blindato sono rimasti feriti quattro bersaglieri che erano di ritorno da un’attività operativa.
Herat è oggi un posto tranquillo. Tranquillo quanto può esserlo una città afgana. Nel senso, cioè, che la guerra è altrove, nei villaggi e fra le montagne ai confini del Paese: luoghi come il territorio a nord di Shindand dove l’ultimo giorno di febbraio è caduto in attentato l’alpino Massimo Ranzani .