L’Italia senza petrolio si fermerebbe. I primi cinque Paesi da cui lo importiamo sono Arabia Saudita, Azerbaijan, Iran, Libia e Russia. L’Italia era il partner principale della Libia , dove, dopo la guerra a Gheddafi (oggi è presidente un suo ex-ministro…) conta come il due di picche.
Ovunque vadano, qualcosa lasciano, a parte distruzioni, lutti, sofferenze. Invasori o liberatori che siano, è una regola che vale nei secoli per chi s’installa in un Paese con la forza delle armi.
Quasi tutto il mondo si è accorto della campagna globale della guerra contro l’Iran . Uno scenario di una guerra nucleare pareva come l’unica soluzione per affrontare il così detto “Iran diabolico e il suo male”.
Barack Obama, premio Nobel per la Pace, ha dichiarato di “non escludere un attacco militare all’Iran ” . Il presidente israeliano Shimon Peres, premio Nobel per la Pace, ha affermato: “L’attacco all’Iran è sempre più vicino”
Obama ha visitato in questi giorni l’Australia e come regalo di Natale ha promesso l’invio di 2.500 marines in una delle zone più pacifiche del mondo. La Cina non ha gradito il gesto del Nobel per la pace e ha dichiarato di essere preoccupata. I marines sono una testa di ponte per le isole Figi o per Hong Kong
Dal 1945 ci siamo abituati a guardare le guerre degli altri. Dei 195 Stati esistenti, pochi, negli ultimi sessantasei anni, sono scampati a guerre, anche spaventose, o a feroci conflitti interni. Dalla Corea, al Vietnam, alla Cambogia, all’Iraq, all’Argentina, quasi tutta l’Africa, Israele, Iran, Cile, Nicaragua, Cipro, India, Pakistan, Bangladesh, Serbia, Cecenia, Georgia, una lista interminabile.
Tra un paio di giorni di nuovo in Afghanistan , la mia seconda casa. Non c’è un evento particolare, ma in realtà è il momento migliore per lavorare, per raccontare delle storie, per lasciarsi trasportare da un paese straordinario in piena evoluzione.
A dieci anni dall’inizio del conflitto nel paese asiatico, l’organizzazione italiana ha prodotto un filmato dove fornisce alcuni importanti dati sul conflitto in corso: dal numero delle vittime militari e civili fino ai soldi spesi in un decennio di guerra.
Forse siamo arrivati al dunque, alla resa dei conti.
Ormai Gheddafi è solo una voce che affida le ultime minacce alle radio e alle tv della notte.