”Non vedo che scandalo ci sia nell’aumentare di 10-15 sottosegretari i componenti del governo”. Il premier Silvio Berlusconi torna sulla questione del rimpasto di governo, dopo le polemiche degli ultimi giorni e il richiamo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano .
Forse la cosa migliore è mettere i nomi uno in fila all’altro, meglio se in ordine alfabetico, perché una graduatoria del dolore non esiste: tra il sorvegliante Carlo Ala morto dissanguato il 31 gennaio 1980 dopo l’assalto alla Framtek di Settimo Torinese, e l’agente Francesco Zizzi , uno dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro massacrati in via Fani il 14 marzo 1978, ci sono almeno centottanta nomi.
I giudici del Tribunale di Milano non avrebbero osservato lo “spirito di leale collaborazione tra le istituzioni ”. Collaborative, certo, ma ognuno con i suoi compiti, senza sconfinare in quelli altrui.
Clicca qui per vedere il video incorporato. Ecco il mio editoriale sulla riforma dell giustizia, tratto dalla puntata di ieri di Annozero .
La riforma della giustizia si è già quasi arenata. Prima ancora che se ne conoscano i dettagli. Il Pd e Di Pietro hanno detto no, dunque la rivoluzione annunciata dal Presidente del Consiglio, che in larga parte è costituzionale, non potrà essere approvata con la maggioranza qualificata del Parlamento.
«Un collegio di tre giudici donne ? Sicuramente questo non è un vantaggio per Berlusconi». Lo ha detto Gaetano Pecorella , deputato del Pdl e avvocato: « Vedendo un milione di donne in piazza contro il presidente Berlusconi non credo che possa costituire un vantaggio un collegio di tre donne, anzi forse sarebbe davvero opportuno che il principio della parità in qualche misura possa essere rispettato anche nei tribunali
Da alcuni anni a questa parte, quando un magistrato apre bocca per difendere le ragioni della giustizia, si cerca di zittirlo sostenendo che il suo aprire bocca sarebbe segno di “parzialità” e, dunque, violerebbe il principale dei suoi doveri. E’ certo che questo è solo un espediente intellettualmente disonesto per costringere al silenzio i testimoni più diretti dello scempio che si fa della giustizia. Il problema, tuttavia, è molto serio. In un sistema istituzionale sano, il giudice adempie i suoi doveri applicando le leggi e tacendo. Ma in un sistema nel quale una parte si impadronisce dello Stato e, invece di servirlo, se ne serve, piegando le leggi ai propri interessi personali e, dunque, pervertendo il sistema alla radice, servire in silenzio non più l’istituzione, ma i suoi “occupanti” , significa adempiere il proprio dovere o rendersi complici della più grave delle eversioni ? In un sistema che diventa nel suo insieme servo del potere e non dello Stato, il magistrato che tace non solo non è imparziale, ma è al servizio della più grave e deprecabile delle parzialità e del più grave e deprecabile degli abusi. Se interrogassimo oggi i ferrovieri che portavano i treni ad Auschwitz, essi ci direbbero certamente che non furono responsabili del genocidio, perché il loro compito e il loro dovere era “solo” condurre i treni.
“Quest’ uomo sta sfasciando l’Italia dopo aver sfasciato la sua famiglia… lasciatelo dire a me che l’ho conosciuto bene, è stato sette anni nella mia associazione” . Chi ha parlato così
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Nel corso dell’inchiesta sul casoRuby sono state commesse “violazioni di legge incredibili” che vanno “contro i più elementari principi costituzionali”. E’ un passaggio del messaggio del premier Silvio Berlusconi , inviato ai Promotori della Libertà