Sono nato nel 1952; mio nonno e mio padre avevano un posto fisso che avrebbero mantenuto sino al loro pensionamento. Mi sono laureato nel 1978, in tempo per non essere uno sfigato , quando mio nonno era in pensione da 15 anni, essendoci andato a 62, mentre mio padre lavorava e avrebbe continuato nello stesso posto, fino ai 60; nello stesso anno emigrai per lavorare a Milano, dove vivo tuttora. Non mi definirei un bamboccione attaccato alle gonne della mamma, come il ministro Cancellieri lascia intendere siano i giovani di oggi.
“I giovani devono abituarsi a non avere un posto fisso nella vita.
Nel governo dei professori, ci sono docenti in tutte le materie, tranne una: la logica. E meno male, perché un professore di logica in quella compagnia rischierebbe la labirintite. Siamo pieni di licenziati che non trovano un altro lavoro e Monti e la Fornero vogliono cambiare l’articolo 18 perché trovano che è ancora troppo difficile licenziare
Ma davvero la monotonia è entusiasmante, è di sinistra? Certo, a chi adesso ha un lavoro precario, nessun lavoro, anni di sbattimenti senza prospettive, una frase come quella di Monti, “C he monotonia il posto fisso ”, può suonare anche come un insulto
Vabbe’ diciamolo. L’ha detto male. Perché era ovvio che poi i giornali avrebbero titolato: “ Il posto fisso è monotono “ .
“Monotono, troppo monotono.
”Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia”. Insomma, senza riforma del lavoro gli sforzi del governo per rilanciare il paese rischiano di rimanere incompleti e questo Mario Monti vuole assolutamente evitarlo
”Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia”. Insomma, senza riforma del lavoro gli sforzi del governo per rilanciare il paese rischiano di rimanere incompleti e questo Mario Monti vuole assolutamente evitarlo
Ho due figli, entrambi in età scolare e al loro futuro tengo; non solo da quando Monti ci spiega un giorno si e l’altro pure che tutte le leggi da lui introdotte sono varate per i nostri figli e per “quelli che non sono ancora nati”; ci ho tenuto da sempre, da quando sono nati e mi sono accorto che la vita mi chiedeva di pensare, oltre che ai miei “antenati” anche alla mia “genitura”. In questo contemplo da sempre il fare delle rinunce per i figli, purché siano sostenibili nell’immediato e abbiano un senso e una motivazione vera, che realizzi un valore per loro.
Mai così tanti senza lavoro tra i giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è al 30,1% , in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua