“E’ una riforma dura e severa, ma ricordo le circostanze in cui è stata approvata. Era una circostanza molto grave con una prospettiva di baratro finanziario. Non dobbiamo dimenticarlo”
Credo che a questa usanza di far lavorare la gente gratis occorra assolutamente mettere un punto. Non solo per una questione di dignità personale, non solo per una sana ribellione contro gli sfacciati sfruttatori che ormai allignano in ogni categoria imprenditoriale, ma anche come pratica risposta ad un momento di crisi in cui occorre assolutamente guadagnare denaro. I giovani, e i meno giovani, devono dire basta agli stage gratuiti
Silvio Berlusconi in Russia per il compleanno di Putin ”Non perdete tempo a imitare la vecchia politica delle chiacchiere fumose e inconcludenti, la politica dai riti bizantini e incomprensibili alla gente comune”. Silvio Berlusconi interviene con un messaggio al convegno “Politika 2.0
Ua manifestazione contro il lavoro precario Il 2012 si apre con un tasso di disoccupazione al 9,2% , in rialzo di 0,2 punti percentuali su dicembre e di un punto su base annua. Guardando alle serie storiche trimestrali è il più alto dal primo trimestre 2001 e, in generale, dal 2004. E la situazione peggiora per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni visto che il 31,1% non ha un lavoro.
Il premier Mario Monti Obiettivo numero uno: dare prospettive ai giovani. E’ il senso del discorso del premier Mario Monti durante il suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri . ”Lavoriamo in un governo breve per aiutare il Paese a conseguire un obiettivo lungo: siamo tutti impegnati per il domani del Paese, che sono i giovani” ha detto il capo del governo, secondo cui l’azione della sua squadra è rivolta al tentativo di “di portare con urgenza all’ Italia il risanamento: lavoriamo per i giovani e per le generazioni future”.
Elsa Fornero e il premier Mario Monti La riforma sul mercato del lavoro?
Il lavoro è un pezzo smontabile dell’impresa, o è il senso dell’impresa, dunque il senso e la visione di un periodo della Storia? Nel fitto conversare sul lavoro che è ormai attività quotidiana e che impegna governo, giornali, sindacati, parlamenti, esperti e persino persone che lavorano, lavoravano o vorrebbero lavorare, ci sono alcuni equivoci che vale la pena di chiarire.
L’ Italia non è un paese per giovani. Specie se in cerca di lavoro. A comunicarlo è stato il presidente dell’Istat Enrico Giovannini , secondo cui l’occupazione di chi ha un’età compresa tra i 18 ei 29 anni continua a calare e “nella media dei primi tre trimestri del 2011 ha subito una flessione del 2,5% che corrispondono a circa 80 mila unità”
Dopo gli scivoloni del presidente Monti e della ministra Cancellieri sul «posto fisso» e sul fatto che i giovani preferiscano un lavoro vicino a mamma e papà, ieri sul Corriere Renato Mannheimer ha presentato i risultati di una ricerca del suo istituto , da cui emergerebbe un’immagine dei giovani fra 18 e 34 anni che conferma appieno i pregiudizi espressi dal governo. Poiché la ricerca completa non è stata pubblicata, devo attenermi alla sintesi di Mannheimer: «Alla richiesta di scegliere qual è l’aspetto più importante in una occupazione, più di uno su tre cita senza esitazione il “posto fisso” che risulta contare assai più dello stipendio e ancor più dell’interesse del tipo di lavoro. Questi orientamenti sono confermati anche dalle risposte al quesito relativo alla preferenza tra un lavoro “sicuro anche se meno redditizio” e uno “meno sicuro con più prospettive di reddito”: quasi nove giovani su dieci (per l’esattezza l’84%) optano senza esitazione per la prima alternativa
Sono nato nel 1952; mio nonno e mio padre avevano un posto fisso che avrebbero mantenuto sino al loro pensionamento. Mi sono laureato nel 1978, in tempo per non essere uno sfigato , quando mio nonno era in pensione da 15 anni, essendoci andato a 62, mentre mio padre lavorava e avrebbe continuato nello stesso posto, fino ai 60; nello stesso anno emigrai per lavorare a Milano, dove vivo tuttora. Non mi definirei un bamboccione attaccato alle gonne della mamma, come il ministro Cancellieri lascia intendere siano i giovani di oggi.