“E’ a tutti chiaro che i problemi e le emergenze che in queste ultime settimane abbiamo dovuto affrontare sono diretta conseguenza di una crisi di fiducia dei mercati internazionali” ma “non dobbiamo inseguire il nervosismo dei mercati”. Così il premier, Silvio Berlusconi, è intervenuto alla Camera sulla crisi economica
Perchè siamo in Afghanistan (15:00) I militari italiani vengono mandati al macello in Afghanistan mentre gli americani trattano l’uscita con gli emissari del mullah Omar. Ieri è morto il quarantesimo soldato, Roberto Marchini , di 28 anni, geniere-paracadutista della Folgore, ucciso da un ordigno. Frattini, l’happy hour fatta ministro, ha detto ” È una nuova tragedia che ovviamente non diminuisce l’impegno dell’Italia “.
Perchè siamo in Afghanistan (15:00) I militari italiani vengono mandati al macello in Afghanistan mentre gli americani trattano l’uscita con gli emissari del mullah Omar.
L’articolo 1 del testo è stato bocciato con 270 no, 262 sì e un astenuto.
In Libia è necessaria una “sospensione umanitaria immediata delle ostilità”. Con queste parole il ministro italiano Franco Frattini ha gettato scompiglio nella coalizione internazionale, attirandosi le critiche dei colleghi francesi e inglesi. A poco è servita la precisazione del portavoce della Farnesina.
Con la missione in Libia “la Nato è alla prova della sua credibilità”. Il giudizio arriva direttamente dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini , al suo arrivo a Lussemburgo per la riunione con i suoi 27 omologhi europei.
Il caso Parlanti (11:44) Nelle prigioni del mondo ci sono 2.905 detenuti italiani di cui 1.400 in Germania e 400 negli Stati Uniti.
Lula non verrà a Roma.
Diamo una mano al ministro Brunetta. Tra le decine di interrogazioni parlamentari che giacciono senza risposta ce n’è una in particolare che dovrebbe stare a cuore a tutti coloro che sono interessati al mercato del lavoro, all’occupazione giovanile e alle tematiche del pubblico impiego
Mentre la Nato intensifica i suoi bombardamenti su Tripoli e Gheddafi promette di rimanere nella sua capitale “vivo o morto”, la diplomazia internazionale è in movimento per il dopo-colonnello. Si apre oggi ad Abu Dhabi, infatti, il terzo incontro del cosiddetto Gruppo di contatto , la dozzina di paesi incaricata di avviare e sostenere il processo di transizione verso un nuovo governo. Del gruppo fanno parte, oltre all’Italia, anche Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, assieme ad alcuni paesi arabi, come Giordania, Kuwait e Qatar.