Referendum, che lezione

Diciamo la verità, quando all’inizio di agosto Arturo Parisi è venuto a trovarci al Fatto per chiedere sostegno al referendum antiporcata , il nostro sì è stato entusiasta, ma non è che fossimo così sicuri del raggiungimento del quorum. Come faranno (ci chiedevamo sommessamente) a raccogliere in meno di due mesi le 500 mila firme, a cui andavano aggiunte le altre, indispensabili, 200 mila di riserva? Siamo gente di poca fede visto che ieri mattina, i referendari, di firme ne hanno scaricate in Cassazione un milione e 200 mila

Cozza Day, Grillo (ri)scende in piazza

“ Una nuova legge elettorale è già disponibile, lo è da quattro anni: è Parlamento Pulito, la proposta di iniziativa popolare che prevede l’elezione diretta dei candidati, un massimo di due mandati, nessun condannato definitivo eleggibile. Va discussa al più presto al Senato e poi alla Camera. Nessun partito si è premurato di metterla all’ordine del giorno, Schifani è scomparso, Napolitano dorme.” Sono queste le parole che scrive Beppe Grillo nel post di invito alla manifestazione da lui organizzata per chiedere conto alla politica delle circa 350mila firme raccolte l’8 Settembre 2007 da centinaia di volontari (tra cui il sottoscritto) in numerose piazze d’Italia

Il 10 settembre al Parlamento con Grillo

Questo Parlamento va “assediato”. Lo faranno i cittadini che non si arrendono. Loro sono nel Palazzo perché li abbiamo votati.

“Un referendum per abbattere il Porcellum” Società civile e Web lanciano raccolta firme

“Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’” e che “è l’esempio classico di una vicenda irrazionale che sollecita un referendum abrogativo”. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento non è un comitato referendario, ma Enrico De Mita , professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ieri ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore .

Il Pd e le firme impossibili

Che senso ha, che scopo, e quali conseguenze, la boutade di Bersani sui dieci milioni di firme che il Pd raccoglierà a tambur battente? Perché, di una boutade si tratta, questo è fuori di dubbio