In Sardegna tira un’aria diversa, anche per la Lega Nord. Mentre sulla casa madre infuria la bufera delle procure, cadono le teste e si fa pulizia, nell’isola c’è chi prepara la candidatura a sindaco. Con tanto di nome e simbolo ufficiale: colore verde padano, l’immancabile Alberto da Giussano e un nuraghe
So che ci sono argomenti più importanti, in questi giorni. Dove finalmente ognuno scopre il proprio lato peggiore. A destra e (sotto mentite spoglie) nel centrosinistra
Stefano Rodotà fa bene a indicare la natura eversiva dei continui proclami di secessione cui ricorrono Bossi e gli altri leghisti. Si tratta di un partito che ha costantemente agitato questo spauracchio, a volte insieme addirittura a quello della lotta armata, e che peraltro si è caratterizzato per posizioni xenofobe e razziste, fino ad esprimere comprensione per l’autore dei massacri norvegesi per bocca del suo esponente Borghezio
L’agenzia Moody’s potrebbe declassare l’Italia . Abbiamo già detto quali siano i limiti di questi rating , specie quando basano i loro giudizi su analisi discrezionali in merito al “rischio politico”, come avvenuto di recente per il declassamento Usa da parte di S&P. La manovra finanziaria in corso di approvazione (“quale” lo sapremo solo alla fine) potrebbe in teoria evitare il peggio se giudicata credibile dai mercati (vero che i mercati spesso sbagliano, ma purtroppo finiscono per avere sempre ragione). Una parte di questa credibilità si gioca sui tagli alla spesa e una parte di questi tagli riguarda, pesantemente, i trasferimenti agli enti locali e l’incremento dei costi di alcune imprese a controllo pubblico, attraverso la Robin Tax.
A Rimini la frattura fra Lega Nord e Pdl si è consumata prima che a Roma.
Trasferire i ministeri al Nord? No grazie. La proposta della Lega Nord targata Calderoli non piace a nessuno
Trasferire i ministeri al Nord? No grazie.
“Senza il contributo fondamentale del Partito Democratico, il federalismo fiscale non sarebbe uscito dalla bicamerale.
Camera – federalismo fiscale municipale Nella foto: Umberto Bossi Il decreto di attuazione del federalismo che riguarda le regioni è passato con 15 voti a favore, quattro contrari e 10 astenuti.
“Ci sono le condizioni per affermare che il governo rispetta tutti i punti dell’accordo di dicembre”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani , al termine della riunione dei Governatori convocata per stamattina. L’accordo si tradurrà in emendamenti al testo del decreto legislativo sul federalismo regionale che la Bicamerale voterà oggi pomeriggio: 425 milioni di euro aggiuntivi a coprire i tagli per il trasporto pubblico locale, la fiscalizzazione dal 2012 del Tpl, la revisione dei tagli contenuti nella manovra prima e nella Finanziaria poi, per le Regioni che rispettano il patto di stabilità a partire dal 2012.