Stallo sul salva-stati. Pressing di Draghi e Monti contro l’immobilismo tedesco

Per capire il reale tenore del clima che sta investendo in questi giorni Eurolandia è sufficiente, forse, richiamare ancora una volta le parole pronunciate ieri da Mario Draghi . “Siamo in una situazione gravissima” ha dichiarato senza remore il governatore della Bce di fronte al pubblico di Strasburgo. Parole che lasciano il segno, senza dubbio, per il semplice fatto di essere state pronunciate da un personaggio solitamente pacato nei toni e nei contenuti.

Nuovi stimoli Fed, 400 miliardi in bond a lungo termine: “Economia Usa a rischio”

Il Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve , ha deciso di lasciare, come previsto, i tassi di interesse sui ‘fed funds’ tra lo zero e lo 0,25%.

Usa, la Federal Reserve contro il rischio di una nuova speculazione

Ben Bernanke per il momento tace e tutto lascia presagire che il suo silenzio durerà fino a venerdì, il giorno che ogni operatore, da Wall Street a Londra passando per Francoforte e Parigi, ha da tempo segnato in rosso sul calendario. Nell’ultimo giorno di contrattazioni della settimana, il numero uno della Federal Reserve incontrerà il suo omologo della Bce Jean Claude Trichet e gli altri colleghi delle banche centrali di tutto il mondo per discutere dell’attuale congiuntura economico-finanziaria (più che preoccupante) e dei rimedi a disposizione (pochi) dei vertici delle politiche monetarie. Un incontro, quello di Jackson Hole, Wyoming, che da qualche tempo alimenta le speranze delle borse

“Ancora due o tre anni di crisi”. L’analisi di Kenneth Rogoff

«Ci restano ancora due, forse tre anni di crisi».

Borse, tregua effimera, ma il futuro è ancora senza sviluppo

Un rimbalzo effimero, tutto condizionato dalla volatilità che è tornata a farla da padrone sui mercati finanziari in una logica che nulla ha a che fare con l’economia reale. Dopo sette sedute consecutive in forte ribasso, le Borse europee e Wall Street sono riuscite a chiudere con un segno positivo grazie all’iniezione di “droga” liquidità da parte della Fed . La Banca centrale Usa ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse (tra lo 0 e lo 0,25%) ed ha sottolineato che è pronta a mettere in campo strumenti eccezionali e lasciare i tassi invariati praticamente a livello zero sino al 2013 .

Crisi, Fed: “Crescita più bassa del previsto”

“I rischi di ribasso (downside risks, ndr) per le prospettive dell’economia sono aumentati”. Lo afferma il Fomc della Federal Reserve, nel comunicato diffuso dopo la riunione di oggi e pubblicato sul sito della banca centrale Usa