All’indomani dell’ iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni per corruzione , i big del suo partito, la Lega nord, prendono posizione per difenderlo. Il primo è Roberto Castelli che utilizza Facebook per scrivere: “Ciao Davide, non credo alle accuse. In bocca al lupo”.
A volerla esaminare con freddezza la questione è di una semplicità disarmante.
“Vogliamo un Paese a corruzione zero ”.
Il mesto ventennale di tangentopoli . La Corte dei Conti afferma che la corruzione dilaga in Italia e vale ormai 60 miliardi all’anno, la metà del valore di tutta la corruzione europea.
Un articolo di Libero blocca per oltre un’ora il processo Mills contro Silvio Berlusconi , in corso a Milano.
I passaggi storici, incluse le crisi, si possono analizzare a vari gradi di risoluzione. Immersi nell’Hellzapoppin di declassamenti, indignados, liberalizzazioni, manovre, Merkozy, lagrime e forconi sbiadisce il senso di come si siano aggrovigliati i nodi. Per riagguantare il bandolo aiuta salire su un punto di osservazione più alto.
Teme per la propria vita Sergio Pennati , il commercialista di Desio che cura le società immobiliari di Massimo Ponzoni , il numero uno del Pdl in Brianza, consigliere regionale e più volte assessore nelle giunte di Roberto Formigoni , inseguito da un ordine di custodia emesso dal gip di Monza e al momento “irreperibile” . Tanto da scrivere un drammatico testamento in cui parla esplicitamente di “minacce” ricevute dall’uomo politico dopo aver rifiutato di uscire dalle società ormai sull’orlo del crac. Intimidazioni, spiegherà poi ai magistrati di Monza, rafforzate dall’essere state profferite in presenza “di persone di origine calabrese dal cui atteggiamento si ricavava una certa preoccupazione”
Il vicesindaco di Torino Tom Dealessandri “Non abbiamo bisogno di dimostrare nulla. Lo dicono i fatti che noi siamo integerrimi”. La giunta comunale di Torino non vuole passare come poco attenta al problema della corruzione
Il Tribunale del riesame di Brescia ha deciso di dissequestrare il cantiere dell’autostrada BreBeMi oggetto della inchiesta giudiziaria su traffico di rifiuti e tangenti che ha già coinvolto il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Franco Nicoli Cristiani agli arresti per corruzione. Il cantiere può riprendere a lavorare come richiesto da un’istanza presentata dal consorzio costruttore e dalla Fillea, il sindacato edile della Cgil, scesa in campo qualche giorno fa. Tirano un sospiro di sollievo 136 aziende e i 1000 lavoratori direttamente coinvolti più altri 3000 circa nell’indotto.
“Io trattato come Zagaria , ora lotto contro il carcere preventivo”. Parla Giovanni Maria Jacobazzi , arrestato a giugno per corruzione.