Il Cile e la “soap opera” della dittatura

A Santiago del Cile i ragazzi del movimento studentesco non fanno altro che parlare della serie televisiva Los Archivos del Cardenal , la cui ultima puntata è stata trasmessa qualche giorno fa. Per il Cile si riapre una delle più profonde ferite: quella delle violenza della dittatura

Cile, gli studenti vogliono cambiare il mondo

Da più di cinque mesi il Cile , per la prima volta dal ritorno della democrazia, è attraversato e sconquassato da un movimento che chiede di cambiare, di voltare pagina, di costruire un sistema scolastico e universitario accessibile a tutte le fasce della popolazione, non solo ai più fortunati, unici beneficiari dell’eredità lasciata – ancora intatta – dal regime fascista di Augusto Pinochet (1973-1990). Il governo di destra del presidente Sebastián Piñera ha deciso di rispondere anche con la violenza e reprimere il movimento, sceso in piazza per la trentaseiesima volta.

Once de septiembre e l’11/9 cileno

Ho conosciuto Gina Gatti il 5 settembre 2001, dieci anni fa. Pochi giorni dopo avrei consosciuto l’altro 11 settembre, il secondo della mia vita.

“Patagonia senza dighe” Gli ecologisti cileni manifestano sotto l’ambasciata italiana

E’ la prima volta che dei cittadini cileni manifestano davanti all’ambasciata italiana di Santiago del Cile. E’ successo alla fine di giugno, un presidio convocato dai gruppi ecologisti più impegnati nella lotta contro le cinque mega dighe che minacciano la regione patagonica di Aysèn. Il progetto è sponsorizzato dal colosso italiano Enel , che insieme a un partner cileno, ha ereditato la proprietà dell’acqua dei fiumi privatizzata da Pinochet

Cile, migliaia manifestano contro le dighe dell’Enel

L’approvazione del progetto Hydroaisèn di 5 grandi dighe nella Patagonia da parte della Commissione Regionale di Valutazione Ambientale (commissione che dipende dal governo) ha scatenato una massiccia ondata di proteste in tutto il Cile , coordinate dal movimento Patagonia sin Represas (Patagonia senza dighe). La sera di venerdì 20 maggio per la terza volta nel giro di pochi giorni si è manifestato a Santiago del Cile e almeno 40mila persone sono scese in piazza. Il progetto Hidroaysèn è particolarmente impegnativo perché non solo comporta la manipolazione di alcune zone di una delle più vaste aree incontaminate del mondo, ma anche la costruzione di un elettrodotto di oltre duemila chilometri per portare l’energia dal Sud alla zona centrale attorno alla capitale.

La guerra tra Stato e antistato “E’ cambiata, non finita”

Sono trascorsi 30 anni dal momento in cui si scoprì l’esistenza della P2 e dei suoi associati. Una loggia massonica segreta e deviata che minava le fondamenta dello Stato, che raggruppava politici, imprenditori, forze dell’ordine, magistrati, giornalisti . Una loggia segreta e deviata di cui, nonostante siano passati 30 anni, c’è ancora traccia, tanto che si parla di P3.

Enel respinge le critiche degli azionisti anti-nucleare. “Proseguiamo con progetto atomico”

Due camionette della polizia, una dei carabinieri, una trentina di addetti alla security. All’assemblea di Enel, che si è tenuta ieri a Roma, non si era mai visto un simile dispiegamento di forze