Il gip di Parma Alessandro Conti ha convalidato l’arresto di Massimo Ciancimino, il figlio dell’ex sindaco di Palermo arrestato mentre si recava in vacanza, per calunnia pluriaggravata dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Ciancimino aveva detto, durante l’interrogatorio di ieri, di essere completamente estraneo alla vicenda e alle accuse che gli erano state mosse dai pm di Palermo
Quei tredici candelotti, i ventuno detonatori e i metri di miccia trovati nel giardino della casa palermitana di Massimo Ciancimino , erano sufficienti a far esplodere l’intero immobile di via Torrearsa.
A tradirlo è stato un gioco di prestigio riuscito male, ma organizzato ancora peggio, al punto che i pm si stanno interrogando sul confine tra ingenuità e scaltrezza di Massimo Ciancimino , da oggi pomeriggio richiuso in una cella di sicurezza della questura di Parma , accusato di calunnia nei confronti del responsabile del Dis Gianni De Gennaro .
Le loro vite si incroceranno ancora una volta: Massimo Ciancimino , figlio del celebre Don Vito, questa mattina è finito in manette e portato nel carcere di Parma , proprio a fianco di un altro celebre nome della mafia siciliana: Bernardo Provenzano . Ciancimino junior è stato arrestato lungo l’autostrada che collega Bologna a Milano proprio all’altezza di Parma. Da anni collaboratore di giustizia, dopo esser stato condannato per riciclaggio: a lui si devono rivelazioni – alcune ancora da dimostrare – sulle stagione stragista condotta dei primi anni Novanta.
L’intervista-scoop al banchiere palermitano che negli anni ’80 incontrò Vito Ciancimino e Marcello Dell’Utri che chiedevano prestiti indicando come imprenditore di riferimento Silvio Berlusconi , pubblicata sul Fatto Quotidiano , doveva uscire sulle pagine del Sole 24 Ore . Ma il suo direttore, Gianni Riotta , decise che ‘’non era il momento’’.
”Berlusconi e Marcellino si fanno i cazzi loro”. E’ quanto si legge in un pizzino dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino , consegnato nei mesi scorsi dal figlio Massimo ai pm della Dda di Palermo che indagano sulla trattativa Stato – mafia. Il testo verrà pubblicato domani dal magazine siciliano “S” Il biglietto, scritto dal politico Dc, sarebbe stato destinato a Bernardo Provenzano . Nella lettera, Vito Ciancimino esprimerebbe la propria rabbia per essere rimasto in galera: “Forse – si legge – con questa gente non stiamo usando il linguaggio giusto