“Pressioni e depistaggi per trasferire Provenzano”. La testimonianza del pm Ardita

Sebastiano Ardita Ci sarebbe stata una vera e propria strategia occulta per spostare  Bernardo Provenzano dal carcere di Terni. E’ quanto emerso dal racconto dell’ex dirigente del Dap  Sebastiano Ardita , che ha deposto in aula come testimone nel processo a carico di  Mario Mori e  Mauro Obinu , i  due ufficiali dei carabinieri accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per il mancato arresto dello stesso Provenzano a Mezzojuso nel 1995

Trattativa Stato-mafia, Marcello Dell’Utri indagato a Palermo

Il senatore Marcello Dell'Utri Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è indagato dalla Procura di Palermo nell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, Dell’Utri sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario. La sua iscrizione risale a circa un anno fa: l’indiscrezione circolava da mesi, ma non era mai stata confermata in ambienti giudiziari.

Corruzione, trasmesse a Palazzo Madama le telefonate del senatore Carlo Vizzini

Il senatore del Pdl Carlo Vizzini “Ti cercavo perché sono un po’ nei guai, mi sono pure dovuto operare … purtroppo tocco sempre per ora male, capisci, per ora sono il contrario di Re Mida, quello che tocco io diventa merda”. E poi ancora  ”ma se io ti aspetto da sabato … dai Gianni … va bene fai quello che devi fare … e poi mi fai sapere”

Lega di mafia e di governo

Lega di mafia e di governo – Marco Travaglio (46.22) Testo: Buongiorno a tutti, abbiamo e lo sappiamo, un Ministro imputato di mafia, Ministri incarica imputati di mafia non ne avevamo mai avuti, di solito processi ai politici per mafia, avvenivano quando avevano già lasciato l’incarico, invece questo è diventato Ministero quando era indagato per mafia e poi come spesso avviene, dopo essere diventato Ministro, è stato addirittura imputato, cioè la Procura di Palermo ha chiesto il suo rinvio a giudizio. Il ministro imputato ( espandi | comprimi ) Inizialmente la Procura di Palermo aveva chiesto la sua archiviazione ritenendo dimostrati, ultradimostrati i suoi rapporti con mafiosi, ma non sufficienti a far scattare quel reato che è scritto a posta per i politici mafiosi, il concorso esterno in associazione mafiosa, che è un’interpretazione dell’associazione mafiosa e che scatta soltanto quando si dimostrano non i rapporti tra il politico e il mafioso, ma lo scambio tra il politico e il mafioso. Bisogna dimostrare cosa ha dato il politico al mafioso di utile per rafforzare l’intera organizzazione mafiosa e cosa ha dato il mafioso al politico per rafforzarlo nella sua carriera politica, la stessa cosa naturalmente vale per tutti quelli che non fanno parte organicamente della mafia, associazione interna alla mafia, ma che dall’esterno, dalle loro professioni spalleggiano e aiutano la mafia non occasionalmente una o due volte, quello è favoreggiamento, ma stabilmente mettendo al servizio la loro funzione pubblica o privata per rafforzare la mafia e del resto la mafia non esisterebbe se non avesse aiuti nella politica, nelle forze dell’ ordine, nella magistratura, nel mondo della finanza, nel mercato degli appalti, nella Chiesa e in tanti altri ambiti come quelli delle professioni, come quelli degli ospedali etc..

Tangenti, procura di Palermo prepara “richieste” per Romano e Vizzini

La Procura di Palermo ha depositato le informative dei carabinieri con la trascrizione delle intercettazioni relative ai parlamentari Carlo Vizzini (Pdl) e Saverio Romano , neoministro dell’Agricoltura, coinvolti nell’inchiesta su presunte tangenti pagate ai politici dal tributarista Gianni Lapis con denaro del “tesoro” dell’ex sindaco mafioso don Vito Ciancimino . Nell’indagine è coinvolto anche l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, in carcere per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia. Inizialmente era indagato anche l’ex senatore e assessore regionale dell’Udc Salvatore Cintola, nel frattempo deceduto

Il Quarto Livello

Intervista a Maurizio Torrealta (12:20) Guarda il video Un giorno del 1990 Vito Ciancimino decide di inviare a sé stesso una cartolina con 13 nomi . Sono tutti importanti personaggi dello Stato. Un solo nome risultò in seguito contraffatto, quello di De Gennaro.

Ciancimino jr: “Ecco l’archivio segreto di mio padre”. Era in uno sgabuzzino

Tutto l’archivio di Vito Ciancimino , l’ex sindaco di Palermo condannato per mafia  è ora in mano alla Direzione investigativa antimafia (Dia). Misteri, segreti, mezze verità forse anche qualche bugia e perfino innocui bigliettini di cortesia erano raccolti in cinque scatoloni che lo stesso Massimo Ciancimino ha deciso di far ritrovare.

Caso Ciancimino, il Csm apre un’indagineIpotesi di trasferimento d’ufficio

Sul ‘ caso Ciancimino ‘ adesso indaga anche il Consiglio superiore della magistratura . Dopo il fermo del testimone della trattativa tra Stato e mafia, erano arrivate le polemiche a dividere le procure di Palermo e Caltanissetta sulla sua gestione

Operazione Ingroia, il pm nemico pubblico

Giuliano Ferrara chiede la condanna a dieci anni di carcere per Antonio Ingroia , colpevole di “attentato a organi costituzionali”. Il senatore Luigi Compagna vuole una commissione d’inchiesta sulla gestione dei pentiti

Ciancimino contro Ciancimino

Ciancimino contro Ciancimino – Marco Travaglio (45:50) A breve il testo dell’intervento. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it Postato il 25 Aprile 2011 alle 13:53 in Informazione | Scrivi | Ascolta Commenti (39) | Commenti piu’ votati | Invia il tuo video | Newsletter | Reg