A Catania si spara ancora per le corna. E il rumore dei colpi si perde nel silenzio delle istituzioni
Il boss Giovanni Arena, arrestato oggi a Catania Dopo diciotto anni di latitanza, gli agenti della squadra mobile di Catania hanno arrestato il boss Giovanni Arena , 56 anni, ritenuto al vertice della omonima famiglia mafiosa. Inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi del Paese , nel 1993 sfuggì all’operazione ‘Orsa maggiore’ contro la cosca Santapaola , un’operazione ritenuta lo spartiacque nella lotta alla mafia nella provincia etnea coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della locale Procura. In contumacia, è stato condannato all’ergastolo per un omicidio commesso nel 1989
“Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo…”. Questa è la nostra idea di giornalismo, non quella degli effetti facili e del clamore
L'ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini Falso in bilancio: con questo capo d’imputazione il giudice monocratico del Tribunale di Catania oggi pomeriggio ha condannato a 2 anni e 9 mesi di reclusione l’ex sindaco del capoluogo etneo e attuale parlamentare nazionale del Pdl, Umberto Scapagnini. Oltre a lui, pene severe per le due giunte comunali dell’era Scapagnini. I componenti del primo governo (l’ex ragioniere Vincenzo Castorina e gli ex assessori Francesco Caruso, Giuseppe Arena, Santo Li Gresti, Giuseppe Maimone, Giuseppe Siciliano e Gianni Vasta) dovranno scontare la stessa condanna dell’ex primo cittadino, mentre gli assessori della seconda giunta (gli ex assessori Filippo Drago, Stefania Gulino, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Nino Strano, Mario De Felice e Giuseppe Zappalà) hanno avuto uno sconto di sei mesi: per loro ‘solo’ 2 anni e 3 mesi di carcere
Elio Catania fu cacciato dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato da Padoa Schioppa. Se ne andò con un buco di 465 milioni di perdite e con sette milioni di euro di buonuscita
Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia , ha revocato l’intero consiglio d’amministrazione dell’Atm, l’azienda dei trasporti pubblici, guidata da Elio Catania. Un segnale contro “sprechi e privilegi che non possiamo accettare”, ha detto il primo cittadino in merito all’azzeramento del cda
Omen nomen : si chiamava Recca l’editore che licenziò Giuseppe Fava (e poi me) dal Giornale del Sud , giusto trent’anni fa, in una bella estate catanese come questa.
Si va verso l’archiviazione dell’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per Raffaele Lombardo , presidente della regione Sicilia.
Avevamo sperato che non accadesse, ma puntualmente, com’era purtroppo prevedibile, è avvenuto. Massimo D’Alema non è riuscito a resistere . Come era già accaduto, quando Berlusconi è in profonda difficoltà, può contare, con assoluta sicurezza, sul soccorso che arriva da Massimo D’Alema.
Avevamo sperato che non accadesse, ma puntualmente, com’era purtroppo prevedibile, è avvenuto. Massimo D’Alema non è riuscito a resistere . Come era già accaduto, quando Berlusconi è in profonda difficoltà, può contare, con assoluta sicurezza, sul soccorso che arriva da Massimo D’Alema.