Il voto alla Camera di Pdl e Lega sulla legge bavaglio più che un attentato alla libertà d’informazione (che c’è, ed grosso come una casa), rappresenta una fotografia perfetta della stupidità e dell’ignoranza dei nostri governanti. E dimostra come davvero la maggior parte dei frequentatori di Montecitorio e Palazzo Madama utilizzi la Rete, i Pc e gli IPad solo per giocare a carte o visitare siti raffiguranti immagini di belle signorine
Il voto alla Camera di Pdl e Lega sulla legge bavaglio più che un attentato alla libertà d’informazione (che c’è, ed grosso come una casa), rappresenta una fotografia perfetta della stupidità e dell’ignoranza dei nostri governanti. E dimostra come davvero la maggior parte dei frequentatori di Montecitorio e Palazzo Madama utilizzi la Rete, i Pc e gli IPad solo per giocare a carte o visitare siti raffiguranti immagini di belle signorine.
“Stamattina mi fermo al bar, prendo un cappuccino e divoro un cornetto.
Quattro foto con in primo piano i volti, alcuni insanguinati, dei cadaveri di Stefano Cucchi , Federico Aldrovandi , Michele Ferrulli e Giuseppe Uva , “vittime della giustizia italiana”, e i loro cari, con gli occhi pieni di lacrime, sotto Montecitorio tutti uniti per dire ‘no’ alla legge bavaglio. E’ il sit-in di protesta contro il ddl intercettazioni organizzato davanti la Camera da Ilaria Cucchi, Patrizia Moretti, Lucia Uva e Domenica Ferrulli. “Vogliamo che i politici si occupino dei problemi veri – ha commentato Patrizia Moretti, mamma di Federico – .
Quattro foto con in primo piano i volti, alcuni insanguinati, dei cadaveri di Stefano Cucchi , Federico Aldrovandi , Michele Ferrulli e Giuseppe Uva , “vittime della giustizia italiana”, e i loro cari, con gli occhi pieni di lacrime, sotto Montecitorio tutti uniti per dire ‘no’ alla legge bavaglio. E’ il sit-in di protesta contro il ddl intercettazioni organizzato davanti la Camera da Ilaria Cucchi, Patrizia Moretti, Lucia Uva e Domenica Ferrulli.
Wikipedia Italia si ferma . Ed è una mossa straordinaria, che può risultare decisiva per il raggiungimento dell’obiettivo minimo (cancellare il comma ammazza-blog) e potrebbe anche condizionare pesantemente il cammino del Governo verso la riduzione della libertà di stampa, di pensiero e di informazione. Una sola azione può infatti causare numerosi effetti collaterali per il legislatore.
Enrico Costa (Pdl) Le proposte di modifica al ddl intercettazioni arrivano anche dalla maggioranza, ma vanno nel senso opposto rispetto alle variazioni auspicate da chi critica il provvedimento: il capogruppo del Popolo della Libertà in commissione Giustizia, Enrico Costa , con un emendamento punta a fare sì che il contenuto delle intercettazioni fatte durante un’indagine non possa essere pubblicato fino alla cosiddetta “udienza filtro”.
“Affermare che i magistrati siano diventati pigri e che usino la rete delle intercettazioni come la modalità di inchiesta più comoda è un argomento di una fragilità sconvolgente. Pretendere che i magistrati rinunzino allo strumento delle intercettazioni o ne riducano le potenzialità operative è come pretendere che i medici rinuncino alle radiografie, alle tac, alle risonanze magnetiche”. Questa la dichiarazione del magistrato Gian Carlo Caselli, rilasciata nel corso della registrazione della puntata di stasera di In Onda, il programma di approfondimento de LA7 condotto da Nicola Porro e Luca Telese
Nel prossimo, ennesimo, ddl intercettazioni c’è anche un comma dedicato agli italiani che non passano il loro tempo al telefono con indagati e ricercati e che non usano schede telefoniche di compagnie sudamericane. È la cosiddetta norma ammazza-blog, che impone l’obbligo di rettifica rispetto alla pubblicazione di qualsiasi tipo di contenuto pubblicato in Rete su richiesta di un soggetto terzo che si auto-considera ‘leso’ dal contenuto stesso
“Nessun passo indietro, avanti con le riforme, combattere lo Stato di polizia con il bavaglio alle intercettazioni, vincere le elezioni del 2013″. Le inchieste di Bari e Napoli non scalfiscono le certezze – almeno quelle pubbliche – di Silvio Berlusconi , che, intervenendo ad un meeting Pdl in provincia di Cuneo, ha rilanciato la ricetta “salva-Italia” in salsa pidiellina.