Vittorio Sgarbi, anche per la corte d’Appello resta incandidabile

Vittorio Sgrabi non potrà correre alla poltrona di sindaco di Cefalù, i giudici della prima sezione civile della corte d’Appello, presieduti da Rocco Camerata Scovazzo , hanno deciso: resta incandidabile. Il 20 aprile scorso il tribunale di Marsala (Trapani) aveva escluso Sgarbi dalle prossime elezioni amministrative, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Salemi guidato dallo stesso critico d’arte. La norma che lo esclude dalla competizione elettorale è l’articolo 143 del testo unico degli enti locali, in base al quale non possono concorrere al primo turno elettorale utile gli amministratori di enti sciolti per infiltrazioni mafiose

La rivolta dimenticata del Bahrein

Terminato il Gran premio di Formula 1 , che ha avuto l’involontario merito di far conoscere al mondo ciò che accade in Bahrein, il sipario rischia di calare di nuovo sulla rivolta in corso nel minuscolo regno del Golfo Persico, raggiunto oltre un anno fa dalla primavera democratica scoppiata in Medio Oriente e Africa del Nord.

Magneti Marelli, la Fiom rientra in fabbrica Marchionne: “Ricorriamo in appello”

Erano uscite dai due stabilimenti bolognesi della Magneti Marelli portandosi con sé gli scatoloni pieni di tutto il materiale sindacale accumulato in decenni di attività. Il giudice del Tribunale di Bologna ha poi deciso per il loro rientro, intimando all’azienda di riconoscerle

Ustica, fermati i risarcimenti. Causa: il danno economico che subirebbe lo Stato

È uno stop in attesa che ricominci il processo di secondo grado sui risarcimenti ai familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta in 27 giugno 1980. Causa: il danno economico che lo Stato subirebbe. Sembra un paradosso, ma è così

Con il popolo siriano

Si è svolta lo scorso giovedì 2 febbraio alla Comunità di San Paolo di Roma un’interessante assemblea sulla situazione in Siria e le rivoluzioni arabe. Il momento culminante di tale assemblea è stato costituito dall’intervento di un rappresentante dell’opposizione siriana, Ossamah al Taweel , il quale, denunciando l’intollerabile situazione rappresentata dalla repressione in atto nel suo Paese, ha però respinto ogni ipotesi di intervento armato dall’esterno. Il regime di Bashar el Assad, la cui famiglia controlla da molto tempo la Siria, è certamente un regime di natura dispotica , ma la situazione è più complessa di quanto non appaia a un osservatore superficiale

Siria, iniziano a diffondersi i fiocchi neri

In poche ore l’appello Un fiocco nero per la Siria , che ho rivolto a tutti per chiedere la cessazione di ogni violenza contro i civili inermi, ha ricevuto l’adesione di oltre venti tra deputati e senatori, tra i quali il radicale Matteo Mecacci, la vicepresidente del Senato Emma Bonino, il presidente del Comitato sui Diritti umani della Camera  Furio Colombo , il presidente della Commissione straordinaria sui Diritti umani del Senato Pietro Marcenaro e diversi altri onorevoli , oltre a molte testate giornalistiche, associazioni e singoli cittadini. Mecacci , che è anche presidente della Commissione Democrazia, diritti umani e questioni umanitarie dell’Assemblea parlamentare dell’Osce, ha dichiarato: “Le immagini e le notizie di vere e proprie carneficine di uomini, donne, vecchi e bambini che sono in corso da mesi in Siria sembrano ormai essere vissute come ineluttabili, e il veto imposto pochi giorni fa da Cina e Russia alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza per chiedere la fine delle violenze da parte del regime di Assad, sembra aver rafforzato questo senso di impotenza.

Napolitano, aiutaci tu. Diario dalla torre-faro

Un duplice appello dall’alto. Ai media di non smettere di raccontare e al presidente Giorgio Napolitano di interessarsi alla vicenda degli 800 licenziati del servizio treni notte

Appello a Mario Monti, obiettivo centomila firme “Ok ai sacrifici, ma vogliamo il reddito di cittadinanza”

La manovra ‘salva Italia’ dovrebbe risanare il paese e dissipare le preoccupazioni dell’Europa circa i nostri conti pubblici.

Crac Parmalat, Tanzi colto da malore durante il processo d’Appello a Bologna

È stato presente davanti alla corte per 2 ore e mezzo e poi è stato colto da un malore. Calisto Tanzi , 73 anni compiuti lo scorso novembre, è arrivato nell’aula Bachelet della Corte d’Appello di Bologna poco prima delle 10 per presenziare all’udienza del processo di secondo grado per il crac Parmalat , iniziato lo scorso dicembre. Ma intorno alle 11.30 si è imposto uno stop quando l’ex imprenditore di Collecchio, condannato a 18 anni di reclusione in primo grado, ha avuto un mancamento mentre era seduto accanto ai suoi difensori

Appello… al guardasigilli Severino

Essere governati dai tecnici non offre la garanzia che i problemi tecnici siano compresi e risolti ma certo costituisce un buon inizio.