La Mambro chiede il sequestro del film sul suo ultimo omicidio: “E’ lesivo”

Diciotto minuti. Tanto dura un cortometraggio uscito lo scorso 27 settembre che ricostruisce la storia di Alessandro Caravillani , 17 anni, ucciso a Roma il 5 marzo 1982 al termine di una rapina alla Banca Nazionale del Lavoro di piazza Irnerio

Novara, manifestazione contro i caccia F-35

Oltre mille persone hanno sfilato nelle vie di Novara, per manifestare contro il progetto di assemblaggio dei cacciabombardieri ”F-35 Joint Strike Fighter”, che fa capo a Loockeed Martin e Alenia e che sarà operativo dal 2012 nella base dell’Aeronautica militare di Cameri, a pochi chilometri dal capoluogo.

Prepariamo l’Alleluia

E’ dal 1993, con la discesa in campo e il  lancio dei comitati Boicotta il Biscione , che aspettiamo questo momento: la fine del tiranno . Ormai è alla frutta e se l’opposizione non gli farà un favore (come purtroppo è già accaduto in passato), il momento delle dimissioni di Berlusconi coinciderà con la caduta del suo impero. Adesso so bene che il dopo B. sarà molto travagliato ma, come dice giustamente Alessandro Gilioli , “se la politica avesse fatto il suo mestiere, non saremmo qui a menarcela tanto” .

La città come bene comune

Lunedì mattina 31 ottobre, verso le sette, circa sette furgoni blindati della celere hanno circondato il deposito Atac in disuso di via Alessandro Severo, nel quartiere di San Paolo, procedendo poi all’identificazione e allo sgombero violento dei venti nuclei familiari che lo avevano occupato alcuni mesi fa. Pare evidente come l’ordine di sgombero sia partito dal sindaco Alemanno, che non pare destinato a un grande futuro, data la sua crescente impopolarità presso la popolazione romana. La richiesta di far intervenire le forze dell’ordine per ottenere in modo violento lo sgombero rivela indubbiamente la forma mentis profondamente autoritaria di Alemanno , il cui background ideologico di schietta indole fascista è fuori discussione ed emerge in vario modo, ad esempio con il suo accanimento a riproporre l’anticostituzionale divieto di manifestare

Sallusti: “Hanno fatto bene a sparare a Giuliani”

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Il mio corpo è la mia prigione – Alessandro Manzella

Il mio corpo è la mia prigione (13:00) Il blog è ritornato dalla famiglia Manzellla. Alessandro Manzella mi aveva scritto qualche mese fa: ” Sono un ragazzo 34enne disabile gravissimo tracheostomizzato, paralizzato a letto da quasi 23 anni; da qualche anno anche i miei occhi azzurri si sono spenti (non vedono più) e il mio fedele compagno di vita è un respiratore che accompagna le mie lunghe giornate praticamente 24 ore su 24

Il mio corpo è la mia prigione – Alessandro Manzella

Il mio corpo è la mia prigione (13:00) Il blog è ritornato dalla famiglia Manzellla. Alessandro Manzella mi aveva scritto qualche mese fa: ” Sono un ragazzo 34enne disabile gravissimo tracheostomizzato, paralizzato a letto da quasi 23 anni; da qualche anno anche i miei occhi azzurri si sono spenti (non vedono più) e il mio fedele compagno di vita è un respiratore che accompagna le mie lunghe giornate praticamente 24 ore su 24. Le scrivo questa mail per renderla partecipe della mia folle situazione; sono stato abbandonato da tutti, dalle Istituzioni e da qualsiasi ente, comunale, Statale, Regionale preposta al mentenimento del benessere e dello stato di salute della persona disabile.

Santoro su Sky, per Il Giornale è ‘soccorso rosso’

Prima, quando Michele Santoro andava in onda su Raidue, non andava bene: per il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti il conduttore sfruttava il denaro pubblico per fare “comizi politici”. Ora che il giornalista ha fondato una società privata – “Servizio pubblico” – e chiede ai cittadini un contributo economico volontario per andare in onda sul digitale terrestre, su Internet e sul canale 504 di Sky, non va bene comunque.

Lega a congresso a Varese, bocche cucite e spintoni ai giornalisti

Dopo l’elezione del bossiano Maurilio Canton a segretario provinciale, i mal di pancia nel partito sono evidenti.

Il coraggio di rialzarsi dopo un fallimento

Storie di riscatto, di rivalsa dopo un fallimento. Storie di gente che si mette in discussione, in un Italia come la nostra imbalsamata dalle caste dove l’errore è evidenziato con forme di lapidazione più o meno manifeste e poche volte percepito come opportunità per crescere. L’errore, la battuta d’arresto, la crisi o addirittura il fallimento dell’azienda.