Iran, il parlamento convoca AhmadinejadDeve rispondere a una lunga serie di accuse

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad Non era mai successo prima nella storia della Repubblica islamica dell’ Iran : il Majlis , il parlamento, ha convocato il presidente Mahmoud Ahmadinejad a comparire in aula per rispondere a una lunga serie di accuse, politiche e tecniche, sulla conduzione del governo negli ultimi tempi. Ahmadinejad deve comparire entro un mese dalla ricezione della richiesta, di cui si è saputo martedì, dopo che il vicepresidente del parlamento, Mohammed Reza Banhoar , ha reso noto – in diretta tv – che 79 su 290 avevano presentato una petizione per convocare il presidente e sottoporgli dieci domande su questioni che vanno dalla gestione dei fondi della metropolitana di Teheran alle scelte di politica estera. Non è chiaro, dato che non ci sono precedenti, cosa potrebbe succedere se il presidente rifiutasse di presentarsi davanti ai parlamentari per rispondere alle domande, il cui testo è stato pubblicato dall’agenzia di stampa Fars .

Nucleare iraniano, la Francia all’Onu: “Sanzioni senza precedenti contro Teheran”

La Francia ha intenzione di chiedere una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per esaminare il rapporto sul programma nucleare iraniano presentato ieri dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica ( Aiea ). Parlando a Radio France Internationale, il ministro degli Esteri di Parigi Alain Juppe ha definito il rapporto Aiea “preoccupante”. “Se l’ Iran rifiuta di conformarsi alle richieste della comunità internazionale e rifiuta ogni seria cooperazione – ha detto Juppe – Siamo pronti ad adottare, assieme agli altri paesi che siano d’accordo, sanzioni su una scala senza precedenti”.

E fanno quattro Hitler. Sotto il prossimo!

La serie dei dittatori (o analoghi) liquidati è salita a quattro: Nell’ordine (ma non possiamo essere certi sugli ordinali): Primo: Slobodan Milosevic; Secondo: Saddam Hussein; Terzo : Osama bin Laden; Quarto: Muhammar Gheddafi. (manca all’appello, per ora, il Mullah Omar) A chi è toccato un processo, ma è morto prima della sentenza

“Reato di omosessualità”, giovane condannato all’impiccagione in Iran

Colpevole di omosessualità: questa la ragione per la quale un ragazzo di 25 anni è stato condannato a morte e impiccato a Marvdasht , nella regione iraniana di Fars. L’esecuzione è avvenuta mercoledì scorso. A riferirlo oggi al sito ufficiale della tv iraniana ‘Irib’ è stato il procuratore generale della città, Qolamhossein Ciaman-sara, che però non ha rivelato il nome della vittima. Secondo il codice penale islamico sciita attualmente in vigore nella Repubblica islamica dell’Iran, il rapporto omosessuale, così come l’adulterio, viene punito con l’impiccagione o con la lapidazione.

L’Iran “scopre” il web e lancia una rete parallela e censurata

Per fermare la democrazia, Ahmadinejad ha soltanto una via d’uscita: segregare la popolazione iraniana in una Internet autoctona, indipendente dal ‘world wide web’ e filtrata all’origine. Un progetto che ad agosto diventerà realtà. Il governo di Teheran ha infatti annunciato il lancio di una Rete nazionale chiamata “Clean web” .

Iran, dissidenti politici stuprati in carcere Le guardie sanno tutto. E il governo tace

Stupri di massa vengono compiuti dai criminali rinchiusi nelle carceri statali iraniane ai danni degli oppositori politici e dei giovani dissidenti con cui dividono le celle, con il benestare e l’incoraggiamento delle autorità carcerarie. Un drammatico resoconto testimoniato dalle lettere dei detenuti alle famiglie, pubblicate su siti internet di movimenti politici oppositori del regime del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Giovani dissidenti raccontano di come lo stupro sia “una pratica comune ed accettata” all’interno delle maggiori carceri, da cui nessuno è al sicuro. A meno di un anno dal rapporto di Amnesty International che denunciava l’escalation di violenze praticate dall’Iran sui dissidenti, i racconti dei prigionieri dimostrano ancora l’estensione del livello di repressione messo in atto per schiacciare ogni tipo di opposizione. “Durante le ore di esercizi, i più forti pretendono prestazioni sessuali dai prigionieri senza mostrare nessun freno,” ha raccontato un familiare di uno dei prigionieri al sito web Jaras. Sarebbero le stesse guardie carcerarie, scrivono i prigionieri, a incoraggiare allo stupro i criminali – spesso in carcere per reati violenti e con diverse condanne alle spalle – che dividono le celle con i dissidenti, distribuendo preservativi e guardando dall’altra parte. “Se il prigioniero non è abbastanza forte, o se le guardie non lo proteggono, sarà certamente stuprato.

Iran, forti scontri a Teheran

Violenti scontri in piazza Enghelab a Teheran. Lo riferisce la Bbc