Ci è già stato spiegato in tutte le salse che l’accordo Confindustria-Sindacati , salutato con entusiasmo da Tito Boeri su la Repubblica e dai tanti aspiranti sterilizzatori del conflitto sociale democratico, non è altro che la trasposizione in sede di relazioni industriali della logica “suina” per cui agli elettori è stato sottratto il diritto di votare i propri candidati.
È nato un porcellino confederale, anzi, un sindacal-porcellum . Ed è vero che il porcellum non è solo una legge elettorale, ma un sistema di pensiero: un cancro che si è impossessato dell’Italia, una ideologia che seduce le classi dirigenti di destra e sinistra nei tempi di crisi, una scorciatoia per eliminare quel fastidioso problema chiamato democrazia
I lavoratori della Fiera di Bologna respingono in modo netto il nuovo contratto nazionale del commercio e, di conseguenza, vanno verso un patto integrativo che trova d’accordo anche l’azienda. Il 73% dei lavoratori si è espresso in modo affermativo sulla proposta della Cgil di modificare in alcune parti il contratto firmato a livello nazionale.
I lavoratori della Fiera di Bologna respingono in modo netto il nuovo contratto nazionale del commercio e, di conseguenza, vanno verso un patto integrativo che trova d’accordo anche l’azienda. Il 73% dei lavoratori si è espresso in modo affermativo sulla proposta della Cgil di modificare in alcune parti il contratto firmato a livello nazionale. Secca la reazione di Cisl che si scaglia sia contro la Cgil che contro la Fiera.
Sbagliato parlare di fascismo , si affanna a dire la segretaria sindacale. Non è fascismo, ribatte il commentatore tv. Ridicolo parlare di fascismo, ripete il ministro.