Ho visto questa foto oggi.
Parma è la nostra piccola Stalingrado. Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Federico Pizzarotti , allora tutto è possibile in questo disgraziato Paese.
Microsatira
Microsatira
I risultati del voto amministrativo agitano le acque nel Pd e i rottamatori ora chiedono a Bersani di fissare al più presto la data delle primarie in vista delle politiche del prossimo anno. Il segretario dei democratici puntava molto su queste elezioni comunali per rafforzare la propria leadership, ma dentro un contesto di tenuta – e in alcuni casi di avanzata – del centrosinistra il voto degli elettori non ha certo premiato il Partito democratico, che in tre delle quattro città più importanti (Verona, Genova e Palermo) ha addirittura preso meno voti rispetto a quelli racimolati dall’Ulivo nelle disastrose amministrative del 2007 . A volte anche in modo clamoroso, come a Genova, dove rispetto a cinque anni fa il calo è stato del 10% e del 20% (sì, 20%, voti quasi dimezzati) rispetto al 2008.
Chi frequenta questo web giornale non è certamente rimasto sorpreso dai risultati delle elezioni amministrative e dal successo del Movimento 5 Stelle. Per mesi, giorno dopo giorno, ilfattoquotidiano.it ha raccontato lo strano fenomeno del suicidio di massa del sistema dei partiti.
“Noi abbiamo vinto le elezioni”.
Oggi si vota in molti paesi, all’ombra della più grande tragedia sociale che i paesi industrializzati abbiano conosciuto dopo la seconda guerra mondiale, la disoccupazione giovanile di massa. In Italia, la disoccupazione nella fascia d’età 18-24 supera il 30%, in Spagna il 50% ma nessuno sembra chiedersi quanto gigantesco sia lo spreco sociale che questo comporta. Neppure le istituzioni europee o i governi sembrano più credere alle mirabolanti promesse fino a pochi mesi fa ripetute ad ogni occasione sui benefici che avrebbe apportato l’economia della conoscenza .
Niente più spazi pubblici concessi agli scout dei gruppi Agesci, che discrimina i gay. Soprattutto se educatori. Una presa di posizione netta che non arriva da una grande città metropolitana ma da un comune sardo, Jerzu , in Ogliastra: 3.300 abitanti circa asserragliati in montagna, ma a pochi chilometri di curve dal mare.
Un documento “sbagliato e disumano” che rappresenta la “fiera del pregiudizio”. Le associazioni gay e lgbt reagiscono duramente contro quanto emerso da un seminario dell’Agesci, l’ associazione degli scout cattolici che in un convegno aveva dettato la sua linea: no al coming out dei “capi” gay e giovani scout omosessuali da indirizzare verso uno psicologo per il cambio di orientamento. “Un problema” se non è etero, perché non tutte le preferenze sessuali hanno la stessa “dignità morale”