“ Qui nessuno aiuta nessuno, signor Olivares. Vive da abbastanza tempo in Congo, non lo ha imparato
Il giorno dell’ indipendenza della padania era davvero vicino, in Emilia eravamo pronti da tempo, prima Bologna, poi Modena e Reggio, era dato per certo anche dai più scrupolosi scommettitori britannici. A Modena le camicie verdi si stavano moltiplicando, all’inizio c’era solo il pioniere Mauro Manfredini , un anno fa, in consiglio comunale erano addirittura sei gli uomini del Senatur Bossi ; poi tutto inizia a sgretolarsi, Manfredini perde lo scettro, la base dei duri e puri lo accusa di avere l’anima rossa e di aver inserito nelle liste candidati senza gavetta. Sabato pomeriggio, al banchetto sotto i portici, si sente uno strano brusio, il malcontento si allarga.
Sono le sei e un quarto del mattino quando cerco il rasoio per farmi la barba. Mi devo sbrigare
C’è anche un po’ di Emilia Romagna nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta da Ilda Boccassini, e ci sono numerose intercettazioni telefoniche che dimostrano i contatti tra Tarcisio Zobbi , esponente Udc, consigliere della Provincia di Reggio Emilia dal 2004 al 2009, e un medico e un imprenditore finiti oggi agli arresti. Si tratta di Vincenzo Giglio , medico e cugino del magistrato arrestato (nonché omonimo), fermato per concorso esterno in associazione mafiosa, e dell’imprenditore Giulio Lampada , agli arresti per associazione mafiosa, corruzione, concorso in rivelazione di segreti d’ufficio, intestazione fittizia di beni.
C’è anche il nome del politico reggiano Tarcisio Zobbi (Udc) nella carte dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta da Ilda Boccassini, che ha portato all’arresto degli imprenditori calabresi Francesco e Giulio Lampada , del magistrato Vincenzo Giglio e dell’omonimo cugino, di Leonardo Valle, Raffaele Ferminio e del consigliere regionale calabrese Giuseppe Morelli (Pdl).
C’è voluta la minaccia della protesta di piazza per sciogliere il nodo “tecnico” che teneva fuori dalla Consulta comunale per la famiglia due associazioni gay cittadine. Ma se all’ultimo secondo il sindaco Virginio Merola è riuscito a sventare una contestazione che sarebbe stata clamorosa, e che avrebbe visto schierarsi contro di lui gran parte dell’associazionismo lgbt che tanto si era speso per la sua elezione, ad essere infuriata è ora l’ala cattolica del Pd . A cominciare dalle Acli , che hanno fatto di tutto per impedire l’arrivo delle associazioni gay in Comune e che ora annunciano ricorsi al Tar e iniziative clamorose.
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini Con la prospettiva di un nuovo riacutizzarsi dell’emergenza rifiuti a Napoli torna in campo l’ ipotesi esercito . E A ipotizzare un nuovo ricorso alle forze armate è stato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini .
Il clan Valle-Lampada, insediato da decenni tra Milano e Pavia e già coinvolto in procedimenti per mafia e usura, maneggiava voti e candidature in Lombardia, in Calabria, in Emilia Romagna.
Continuano le manifestazioni di Occupy a Los Angeles Un esercito di 1.400 agenti intenuta antisommossa ha sgomberato nella notte tra martedì e mercoledì centinaia di “indignati” che da due mesi si sono accampati davanti al municipio di Los Angeles seguendo l’esempio della protesta “Occupy Wall Street” di New York. Già lunedì scorso il sindaco della città, Antonio Villaraigosa , aveva ordinato lo sgombero dell’accampamento entro la mezzanotte. Ma dopo la scadenza dell’ultimatum gli agenti non erano intervenuti, soprattutto per evitare gli scontri e le violenze verificatisi durante le cariche della polizia a New York, o a Portland, in Oregon, e soprattutto a Oakland, in California, dove il ferimento grave di un veterano della guerra in Iraq ha contribuito ad alimentare l’indignazione e la protesta in molte altre città americane
La strage di Ustica del 27 giugno 1980 che fece 81 vittime sarà oggetto di un’ interrogazione urgente prima in consiglio e poi in commissione Europea. Lo ha annunciato l’eurodeputato Salvatore Caronna che, insieme ai colleghi Sergio Cofferati e David Sassoli , ha convocato un incontro a Bruxelles per sollecitare risposte da quelle nazioni che, finora, hanno quasi del tutto ignorato le rogatorie italiane